Siamo bipedi per combattere

Antenati combattenti – La capacità di muoversi solo su due zampe potrebbe essersi evoluta nell’uomo per ragioni di combattimento. A quanto risulta da una ricerca dell’Università di Toronto, infatti, i colpi tirati stando solo sulle gambe sono molto più potenti (di circa il 50%) di quelli tirati stando a quattro zampe, ed i colpi verso il basso sono più forti di quelli verso l’alto di circa il 200%.

Comportamento aggressivo – Secondo il ricercatore David Carrier, la selezione avrebbe premiato gli individui con un comportamento più aggressivo e più capaci di combattere, ed avrebbe quindi portato all’uso del bipedismo. Colpire dall’alto e con più efficacia avrebbe potuto premiare i maschi alti che colpivano avversari più bassi. L’uso di due sole zampe di supporto quando si combatte è noto tra diversi animali, come per esempio i cani o i felini, ed anche le scimmie quando combattono si supportano solo sulle zampe posteriori, ma l’uso continuo del bipedismo è tipico solo della nostra specie. La ricerca è però stata resa difficile dal fatto che i nostri parenti più prossimi non possono chiudere la mano a pugno, e quindi non è facile paragonare il nostro modo di combattere con quello delle scimmie antropomorfe.

Il più forte vince – Se la minaccia principale per i nostri antenati fosse stata costituita da altri della stessa specie, allora il vantaggio di combattere meglio è stato ovviamente vincente nella selezione naturale. Ma secondo altri studiosi questa spiegazione non è sufficiente a giustificare i radicali cambiamenti anatomici che si osservano nel nostro scheletro rispetto a quello degli altri quadrupedi. Certo è che il fattore combattimento può aver giocato un ruolo importante nell’evoluzione dell’uomo.

Marco Signore