Una mostra per ricordare la Resistenza a Roma

Presso la Casa della Memoria è stata da poco inaugurata una mostra dal titolo “La Resistenza a Roma. Fatti, luoghi, simboli”. Fino al due luglio saranno esposte per lo più fotografie in bianco e nero riguardanti quel periodo che è noto anche come Secondo Risorgimento, durante il quale numerosi movimenti si opposero con coraggio e tenacia al nazifascismo. Sarà possibile fruire, all’interno della mostra fotografica, di settanta scatti d’epoca divisi in sedici pannelli. Sono esposti anche documenti d’archivio e stampe riguardanti il periodo della Resistenza Italiana nella Capitale.

L’esposizione, dall’indubbio valore storico, propone immagini riguardanti i bombardamenti anglo-americani, la caduta del regime fascista, la deportazione dei romani, la fine di una delle guerre più terribili della storia, le Fosse Ardeatine e altro ancora. A volere tale mostra sono stati i partigiani dell’ ANPI, i cui ricordi sono probabilmente molto più freschi di quanto si possa immaginare. A curare tale evento è stato Davide Conti della Fondazione Lelio Basso insieme a Michela Ponzani dell’Istituto Germanico.

Non è fuori luogo pensare che ci sia un legame fra tale esposizione e la centocinquantesima ricorrenza dell’Unità d’Italia. In fondo la Repubblica Italiana è nata proprio dalla Resistenza, da questo movimento che tanto subisce l’annoso problema del revisionismo storico. La Resistenza è uno dei movimenti che si trovano alla base del Paese in cui viviamo, e spesso è bene che ci si rinfreschi la memoria facendo una passeggiata fra le proprie origini al fine di ricordare da dove si proviene e dove si sta andando. Difficile che non venga in mente, quando si parla di Resistenza, la celebre epigrafe di Pietro Calamandrei, che più di ogni altra cosa, forse, coglie il significato di tale termine in rapporto a quella che è la storia del Bel Paese. “Ora e sempre Resistenza”, scriveva Calamandrei, lasciando anche ai posteri la libertà di far propria tale frase e, perché no, di adattarla anche ad evenienze storiche successive.

Martina Cesaretti