Yemen: presidente Saleh in Arabia, opposizione dice no al ritorno

Incertezza sulle condizioni. Il presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh è giunto ieri in Arabia Saudita. Non una fuga dovuta all’aggravarsi di una situazione politica sempre più incandescente, bensì un viaggio per ricevere cure mediche. Saleh, infatti, venerdì scorso era rimasto ferito in un attacco sferrato dai ribelli contro il Palazzo Presidenziale di Sanaa, nel quale era rimasto ucciso il premier yemenita. Giunto a Riad a bordo di un aereo ambulanza, presentava numerose ferite al collo, alla testa, al volto e al torace e sarebbe stato quindi trasportato in un ospedale militare. Secondo Al Jazeera, avrebbe poi subito un intervento chirurgico per rimuovere alcune schegge. In assenza di Saleh, sarà il suo vice Abd-Rabbu Mansour Hadi a prendere momentaneamente il potere per gestire le forze armate. Immediatamente dopo la partenza di Saleh, i giovani, veri e propri protagonisti della rivoluzione avevano iniziato a festeggiare, considerando la fuga come un sintomo del crollo del regime.

No al rientro. Il ritorno di Saleh in patria è però previsto entro pochi giorni. L’opposizione, per bocca del suo portavoce Mohamed Qahtan ha dichiarato che si batterà fermamente affinché ciò non avvenga. Il ricovero del presidente in un paese estero “rappresenta per noi l’inizio della fine di questo regime tirannico e corrotto. Con tutte le nostre forze impediremo il suo ritorno nello Yemen”. Lo ha affermato lo stesso portavoce. Al di là dei proclami, il problema principale nello Yemen è la mancanza di unità politica interna all’opposizione: non c’è nessun piano studiato per una transizione politica duratura. Il principale timore è rappresentato dal fatto che, in una possibile condizione di vuoto di potere, si scateni una lotta intestina tra le diverse fazioni dell’opposizione, aggiungendo nuovi focolai di violenza in un Paese già attraversato da numerose tensioni tra nord e sud. Continuano intanto gli scontri e le violenze a Sanaa, dove nella giornata odierna si sono susseguiti esplosioni e colpi di granata. I media locali riferiscono che ci sarebbero anche alcuni morti e feriti.

Emanuele Ballacci