Bossi e Berlusconi: pranzo ad Arcore per ripartire

Si incontreranno oggi a pranzo Silvio Berlusconi e Umberto Bossi per parlare dell’immediato futuro. Sul tavolo alcune questioni pressanti come la riforma fiscale, la manovra economica, l’intesa da rinsaldare e il mini rimpasto, con la scelta del sostituto di Angelino Alfano alla Giustizia e di un candidato da proporre alla poltrona delle Politiche comunitarie lasciata libera da Andrea Ronchi. Non solo: nel faccia a faccia di Arcore i due leader politici parleranno anche di referendum, nel tentativo di raggiungere un compromesso sul da farsi. Mentre il premier ha infatti bollato come “inutili” i quesiti referendari, il Senatur ha invece dimostrato un certo interesse per quelli relativi alla gestione dei servizi idrici.

Indovina chi viene e ad Arcore? – Un incontro dopo la “sberla” delle amministrative per rinsaldare un’intesa che rischia di sfaldarsi. Silvio Berlusconi e Umberto Bossi pranzeranno oggi ad Arcore per affrontare alcuni nodi spinosi dell’agenda politica. A tavola siederanno anche i ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni, il responsabile dei conti pubblici, Giulio Tremonti e il neo segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano. Il quale potrebbe fornire lo spunto per aprire le discussioni, partendo proprio dalla scelta della persona che dovrà succedergli al ministero della Giustizia.

Il dopo Alfano e il fisco – Tra i “papabili” i leghisti indicano Roberto Castelli, ma non è escluso che il presidente del Consiglio tenti di convincere gli alleati a optare per uno dei suoi, insistendo sull’esigenza di procedere spediti verso la riforma della giustizia. Senza considerare la poltrona lasciata vacante dal finiano Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie, che da tempo attira gli appetiti di pidiellini e leghisti. Con Giulio Tremonti, invece, si parlerà di conti pubblici. La speranza del Cavaliere è che il ministro conceda finalmente di allentare la presa sulla “borsa” consentendo un primo abbassamento della pressione fiscale. Un’opzione che però appare alquanto improbabile almeno fin quanto non si completerà il percorso del federalismo fiscale tanto caro ai padani.

Quesiti scivolosi – E infine i referendum. Il presidente del Consiglio ha più volte rimarcato il suo scetticismo nei confronti dei quesiti referendari (nucleare e legittimo impedimento in primis) sui quali gli italiani dovranno esprimersi i prossimi 12 e 13 giugno. Di contro, il Senatur ha invece dimostrato un certo interesse per la questione relativa all’acqua. Chi la spunterà? Di certo i commensali cercheranno di raggiungere un compromesso sul da farsi, decidendo magari di trincerarsi dietro un eloquente silenzio stampa volto a celare le loro insidiose divergenze sull’argomento.

Maria Saporito