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Escherichia Coli veicolato da germogli di soia, e non cetrioli?

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Oggi a Lussemburgo sono in corso ulteriori indagini. Non si tratterebbe di cetrioli, ma di germogli di soia, alla base del mortifero diffondersi del virus provocato dal batterio Escherichia Coli. Sono attesi per le prossime ore i risultati definitivi delle analisi di laboratorio che si stanno facendo  sui germogli di soia in Germania. Si presume ora che sia più probabile che siano proprio questi vegetali i portatori dell’epidemia. La variante del batterio Ehec, denominata come è noto Escherichia Coli, ha provocato fino a questo momento ben 22 morti, spingendo la Russia alla decisione estrema di chiudere le sue frontiere alle importazioni di ortaggi dall’Ue, e facendo prendere a molti consumatori la decisione di limitare al massimo l’uso di quasi tutti i vegetali che potrebbero essere nella lista a rischio: drasticamente calate le vendite anche di pomodori, e di tutti gli altri ortaggi europei, come è comprensibile che sia. Un vertice è in corso oggi a Lussemburgo fra i ministri della Sanità dei 27 Paesi dell’Unione europea. Si discute in attesa degli ulteriori dati che saranno forniti in giornata dagli scienziati al lavoro.

Il Ministro tedesco. Il ministro della Sanità tedesco Daniel Bahr, durante il vertice di Lussemburgo, ha espresso il suo parere dicendo che bisogna esser cauti e guardarsi da eventuali conclusioni affrettate: “Abbiamo degli indizi chiari che un’azienda di Uelzen (città della Bassa Sassonia, Nord della Germania) sia la fonte dell’infezione, ma dobbiamo attendere la conferma dei test di laboratorio”, aveva annunciato proprio il Ministro tedesco ieri sera ai microfoni della tv Ard, dalla quale  è stato intervistato. Per il momento il consiglio diffuso tra i consumatori in Germania è quello di evitare in ogni caso ortaggi crudi, come pomodori, cetrioli, insalate, ed ora più che mai i fatidici germogli di soia, in attesa di altre conferme. Non è chiaro ancora se siano in circolazione tuttora vegetali infetti. Sono ben 18 le qualità di germogli di soia che sarebbero sospette di essere il vegetale che ha veicolato il batterio. Dopo i primi sospetti che dalla Germania si erano dirottati dunque verso la spagna, accusando il cetriolo spagnolo, si pensa ora che si possa esser trattato di germogli tedeschi, ma le indagini sono ancora aperte a tutto campo. La certezza però è attesa per oggi: il ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Lindemann, assicura che in giornata sapremo tutto.

Il contagio e le vittime. Finora sono malauguratamente morte 21 persone in Germania ed una in Svezia. L’infezione è stata trasmessa anche a 1526 pazienti tuttora malati, di cui 627 soffrono di sindrome emolitico-uremica (Seu), una pericolosa complicanza attribuita al decorso di questa infezione, alla quale andrebbero soggetti soprattutto anziani e bambini. Molti sono dunque sotto cura, ma tuttora in pericolo di vita, sperando che il contagio si sia ormai arrestato, grazie alle drastiche precauzioni collettive.

S. K.