Il referendum fa paura alla maggioranza: ricorso alla Consulta per bloccarlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:04

Roma – Dopo l’ammissione del quesito referendario sul nucleare da parte della Cassazione la maggioranza ricorre alla Consulta per cercare di mettere in difficoltà il referendum del 12 e 13 giugno.

Il ricorso alla Consulta – Nei giorni scorsi Berlusconi aveva definito il referendum un “voto inutile”, lasciando ai suoi elettori “libertà di coscienza”.
Ma la verità sembra un’altra, il governo e in particolare Berlusconi hanno davvero paura della consultazione popolare tanto che palazzo Chigi e l’Avvocatura di stato hanno fatto ricorso alla Consulta contro la decisione della Cassazione.
Il ricorso sarà discusso martedì e la prima udienza sarà presieduta dal nuovo Presidente che sarà eletto proprio domani.
L’Avvocatura ha presentato il ricorso venerdì sostenendo che l’ordinanza della Corte di Cassazione del primo giugno deve essere considerata “inammissibile perché alla Cassazione spetta solo una verifica formale dei requisiti e non anche ulteriori valutazioni sostanziali”.
L’Avvocatura sostiene in pratica che gli elettori, il 12 e 13 giugno, “si troveranno a votare un quesito del tutto difforme rispetto a quello in base al quale sono state raccolte le sottoscri- zioni necessarie allo svolgimento del referendum”.
La Lega non si è espressa sui quesiti, anche se il leader Bossi li aveva giudicati “appetibili”, soprattutto quello sull’acqua. Forse una decisione più precisa, la linea del Carroccio sui referendum potrebbe uscire oggi dopo l’incontro con Berlusconi.

L’opposizione: “Altro tentativo di sabotaggio” – Idv e Pd, il leader dei Verdi Angelo Bonelli, non hanno dubbi: “si tratta dell’ennesimo sabotaggio ordito da Berlusconi ai danni del nucleare. È evidente e logico che governo e maggioranza sperano che i referendum non passino, facendo carte false per non far raggiungere il quorum, e ancora adesso, a una settimana dal voto, scelgono la più totale ipocrisia”, scrive Di Pietro sul suo blog. “I furbetti sono stati sconfitti più di una volta e lo saranno ancora” gli fa eco Vendola.

Matteo Oliviero

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