F1, Todt: “La FIA monitorerà la sicurezza nel Bahrain”

MotoGP, parla Todt – Era impossibile non considerare il grande rumore e polemiche nate dopo la re-introduzione del Gp del Bahrain in calendario. I piloti (a parte Webber) per ora tacciono, mentre i vari team manager si preparano a rilasciare una dura critica nei confronti di un mondiale eccessivamente lungo, con l’ultima data prevista in India addirittura per l’11 di dicembre. Il clima quindi è davvero delicato e rovente e tocca al presidente FIA Jean Todt tentare di placare un po’ le acque, garantendo un continuo controllo per quanto riguarda la situazione sociale nel paese arabo: “Se ci saranno delle prove chiare riguardo alla pericolosità della situazione, sicuramente verranno prese in considerazione dalla FIA” Ha dichiarato ai microfoni della BBC: “Il nostro inviato speciale ha avuto diversi incontri con i responsabili delle società umanitarie in Bahrein. Ha parlato con tante persone prima di presentare la relazione finale che è stata approvata all’unanimità nel corso del Consiglio Mondiale

L’altra verità –  Si scopre quindi che il Consiglio, prima di compiere la scelta, ha cercato di reperire più informazione possibili tramite un delegato, trovando dati e prove sufficientemente in grado di disegnare un quadro stabile e positivo, perfetto per ospitare un Gp di F1. Ma Alex Wilks, responsabile di una associazione che difende i diritti umani, è di tutt’altra idea: “Le notizie che sostengono che in Bahrein è tornata la calma sono completamente false. Nella scorsa settimana la polizia hanno continuato ad utilizzare gas lacrimogeni, proiettili di gomma e granate assordanti per rompere marce pacifiche, uccidendo e ferendo decine di persone” Quindi la rivolta sociale sta ancora continuando e le strade sono tutt’ora teatri di scontri e sanguinose battaglie.

Notizie false – Inoltre, sempre secondo Wilks, le informazioni raccolte dalla FIA sono state fornite dal: “…National Institute of Human Rights, una organizzazione strettamente associata con il governo del Bahrain. Sembra che il ricercatore FIA ??non è riuscito a contattare una qualsiasi delle altre principali organizzazioni per i diritti umani presenti sul territorio. Ora tocca alle squadre lottare per ciò che è giusto e boicottare la gara” Bugie, dubbi e davvero troppa incertezza. Da una parte si pubblicizza una ritrovata pace e tranquillità, mentre dall’altra si chiede di boicottare tutto in nome di una libertà sempre più debole e persa. Situazione certamente scomoda, ma che necessita di una decisione quanto prima. Sperando che la ragione vinca, per una volta, sul mero profitto.   

Riccardo Cangini