Formigoni: Lunga vita al premier, ma potrei candidarmi nel 2013

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

A chi insinua che le sue mire vadano ben oltre il Pirellone, il governatore della Lombardia risponde con un’espressione latina: “hic manebimus optime“, ma che Roberto Formigoni sia un tipo ambizioso è un fatto riconosciuto da tutti. “Nei momenti di dibattito all’interno del partito porto il mio contributo”, ha minimizzato in un’intervista a Il Giornale, aggiungendo però che, nel caso in cui il presidente del Consiglio decidesse di fare un passo indietro, potrebbe pensare di proporsi come futuro leader nazionale. Un “capo” che – in ogni caso – dovrebbe essere legittimato dalla primarie perché, ha spiegato Formigoni, “sono uno scossone che danno il senso di un  partito che ha avvertito il cambiamneto”.

Formigoni for president? – “Ho sempre detto: ‘Lunga vita a Berlusconi‘. Ma se ritenesse di non essere lui il candidato premier nel 2013, io ribadisco che dovremmo scegliere il suo successore con le primarie, non nel chiuso di una stanza di potere e in quel caso, probabilmente parteciperò“. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, intervistato oggi da Il Giornale, ha finalmente vuotato il sacco. A chi da tempo percepisce in lui un certo malcontento, legato all’incarico che da 15 anni ricopre al timone della Regione e che – giurano – inizia a stargli fastidiosamente stretto, la dichiarazione rilasciata oggi appare quasi un’ammissione. Di più: una confessione.

Se il Cavaliere fa un passo indietro – “Sono felice di essere presidente della Regione – ha aggiustato il tiro Formigoni – Ma sono e sono sempre stato un uomo di partito. Mi interessa il destino del partito e dell’Italia”. E ancora: “Se Berlusconi farà un passo indietro – ha ribadito – se sarò candidato, se il popolo del centrodestra sceglierà me, in quel caso, con tre se, troveremo una soluzione perché è in ballo il futuro del centrodestra e del Paese”. In ogni caso, ha precisato il governatore della Lombardia, è necessario procedere con il rilancio del partito, promuovendo nuovi strumenti e puntando su nuove energie.

Avanti con le primarie – “Le primarie sono uno scossone – ha spiegato il lombardo – danno il senso di un partito che ha capito quel che è avvenuto e che cambia profondamente. In tutto il mondo coinvolgere gli elettori nelle cose che riguardano il partito è il modo di farli sentire responsabili. Noi chiedevamo ai nostri elettori solo di venire a distribuire i volantini – ha ammesso il presidente della Lombardia – ma bisogna coinvolgerli nelle scelte che contano”. Quanto all’idea, rispolverata da alcuni colleghi, di rifarsi alla Dc ricucendo lo strappo con Pier Ferdinando Casini: “La Dc è un’esperienza gloriosa ma passata – ha tagliato corto Formigoni – Noi dobbiamo rafforzare il Pdl. Non si può tirare fuori Casini dopo che ce ne siamo dette di tutti i colori. Abbiamo fatto volare parole troppo pesanti – ha sottolineato il pidiellino – Bisogna creare condizioni pazientemente. Servono tempo e fatti”.

Maria Saporito

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