Leone Moressa: stranieri pagati meno di italiani, -22,9%

Mediamente un dipendente straniero percepisce 987 al mese, quasi 300 in meno di un dipendente italiano (-22,9%). Nelle regioni settentrionali, soprattutto del NordEst (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) la busta paga è più ricca e vi è un minor differenziale con gli italiani. A renderlo noto è uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa, incentrato sull’analisi delle retribuzioni mensili dei dipendenti stranieri nel quarto trimestre 2010.

I dati – In base all’indagine in questione, le donne straniere guadagnano appena 797 al mese, quasi il 30% in meno degli italiani. I dipendenti stranieri di sesso maschile, oltre a recepire un salario mensile mediamente più alto delle donne (1.135), mostrano dei divari retributivi meno ampi rispetto alle retribuzioni dei dipendenti italiani dello stesso sesso: si è di fronte ad un 19% in meno per i maschi rispetto al 29,4% delle donne. Non esiste, inoltre, nessun vantaggio salariale per gli stranieri più istruiti, mentre si rivelano migliori le retribuzioni per chi lavora nei settori del trasporto, comunicazione e nelle costruzioni. Al contrario, sono più basse le retribuzioni per chi opera nell’agricoltura o nei servizi alla persona.

Nord meglio del Sud – In media nell’area settentrionale i lavoratori stranieri guadagnano di più rispetto a quelli che lavorano nel Mezzogiorno: basti pensare che un immigrato che lavora in Friuli Venezia Giulia percepisce 1.159 al mese contro i 674 di uno straniero che opera in Calabria. Dallo studio sottolineano anche che nel Sud si registra il maggiore gap retributivo tra dipendenti stranieri e italiani: in alcune regioni settentrionali i differenziali non superano i 300, a differenza di altrettante regioni del Sud dove il gap retributivo oltrepassa i 500. Esempio lampante è la Basilicata.

Mauro Sedda