Melania, Parolisi torna in caserma? A breve i risultati finali dell’autopsia

Le indagini sul delitto di Ripe di Civitella, la località del teramano dove lo scorso 20 aprile venne ritrovato il corpo senza vita di Melania Rea, ventinovenne di Folignano (Ap) scomparsa due giorni prima, continuano ma la sensazione è che da più parti – ambienti investigativi, legali di Salvatore Parolisi, familiari della donna – si attende con impazienza la relazione finale degli esami autoptici svolti sul cadavere dall’equipe di medici legali guidata dall’anatomopatologo Adriano Tagliabracci.
I risultati definitivi dovrebbero essere depositati entro il prossimo 19 giugno, ovvero quasi sessanta giorni dopo l’assassinio.
Le speranze degli inquirenti a tal riguardo sono tante: innanzitutto si spera di poter, una volta per tutte, stabilire il luogo esatto in cui è avvenuta l’aggressione, infatti, qualora non ci fossero più dubbi sul fatto che Melania sia stata uccisa a Ripe di Civitella, l’inchiesta potrebbe passare dalla Procura di Ascoli Piceno a quella di Teramo; secondariamente sarebbe importante circoscrivere quanto più possibile a livello temporale gli eventi, così da capire se sia concepibile la versione portata avanti dal caporalmaggiore Parolisi che sostiene che la moglie scomparve a Colle San Marco, paesino distante più di dieci chilometri da quello in cui poi venne ritrovata. A dimostrare quanto peso viene dato ai risultati sull’autopsia giungono le parole di Walter Biscotti, legale di Parolisi: “Lorenzo Varetto (il perito di parte, ndr)— ha detto Biscotti a Il Resto del Carlino è in stretto contatto con il medico legale Adriano Tagliabracci, presto dovrebbe consegnarci una relazione finale sul corpo di Melania. Stiamo aspettando”.

Parolisi torna in divisa? – Nel frattempo, secondo alcune indiscrezioni, il caporalmaggiore del 235° Rav piceno, Salvatore Parolisi, potrebbe tornare presto a lavoro. L’uomo, pur rimanendo al momento parte offesa nell’inchiesta, è colui su cui gli investigatori sembrano nutrire più sospetti. Il marito della vittima, nelle scorse settimane, ha fatto la spola tra la casa dei suoceri e quella dei propri familiari manifestando sempre più insofferenza per il trattamento riservatogli dai media che – a detta dei suoi legali – lo avrebbero già condannato in un clima quasi medievale.

S. O.