Predatore gigante riemerge dalle sabbie del Marocco

Gamberi killer – Gli anomalocaridi sono un gruppo di stranissimi artropodi (cioè parenti dei gamberi e degli insetti), di grandi dimensioni, e dotati di due appendici frontali letteralmente piene di pugnali. Questi strani organismi erano i massimi predatori nel Cambriano, cioè circa 500 milioni di anni fa. Ma una nuova scoperta dimostra che questi “gamberi killer” sono sopravvissuti per almeno 30 milioni di anni oltre quello che pensavano gli studiosi, e che raggiungevano anche il metro di lunghezza.

Fossili del Marocco – Derek Briggs (Yale Peabody Museum) e Peter Van Roy (Ghent University) hanno recentemente descritto un gigantesco anomalocaride dell’Ordoviciano. Questa creatura somiglia all’incrocio tra una seppia ed una mantide religiosa, era dotata di una bocca circolare con denti affilatissimi, e di due occhi compositi capaci di aiutarlo nella caccia. Le due appendici anteriori erano molto mobili, flessibili, ed armate con tutta una serie di spine simili a pugnali. Sicuramente gli anomalocaridi dovevano essere l’ultima cosa che un animale dell’epoca desiderasse vedere nel mare. Grazie alla loro corazza, questi incredibili predatori del passato si sono conservati, perfettamente fossilizzati insieme a diverse altre sorprendenti specie.

Sopravvissuti! – Ma la notizia più interessante per i paleontologi è che fino ad oggi si pensava che gli anomalocaridi si fossero estinti alla fine del Cambriano. In quel periodo la vita si differenziò in numerose bizzarre forme, testimoniate da particolarissimi giacimenti fossili (come quello di Burgess Shales in Canada). Invece il ritrovamento dei nuovi fossili del Marocco dimostra che questi straordinari predatori da fantascienza si sono evoluti ben oltre la crisi biologica che sembrava averli spazzati via, ed hanno continuato a prosperare per oltre 30 milioni di anni dopo la loro presunta fine. E possiamo stare certi che nuove sorprese attendono i ricercatori.

Marco Signore