Processo Berlusconi, Ruby cambia avvocato. Ghedini: Controlli illegittimi

Nell’attesa della prossima udienza, quella in cui a parlare saranno anche i pm, il processo Rubygate, in cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è accusato di prostituzione minorile e concussione, fa parlare di sé per una curiosa vicenda che vede protagonista la parte offesa rappresentata dalla giovane marocchina Karima El Mahroug.
La ragazza, che secondo l’accusa fu pagata dal Premier in cambio di prestazioni sessuali quando era ancora minorenne, ha cambiato per la quarta volta il proprio avvocato: l’ultimo esonero – per utilizzare il gergo calcistico tanto caro al presidente Berlusconi – è toccato a Paola Boccardi che si è vista sostituire dal veronese Egidio Verzini. A ricevere lo stesso trattamento della Boccardi erano stati precedentemente gli avvocati Massimo Dinoia e Luca Giuliante.
La notizia si è manifestata nella sua concretezza proprio ieri quando nell’aula del Tribunale di Milano a parlare è stato proprio Verzini che ha spiegato ai presenti il proprio nuovo ruolo. Sconosciuti, al momento, i motivi che hanno portato la marocchina a voler cambiare i propri legali così spesso. Tuttavia, diverse settimane fa, Ruby aveva ribattuto alle parole del proprio avvocato, smentendo l’ipotesi di non presenziare alle udienze ma ribadendo alla stampa che non vedeva l’ora di poter raccontare la propria versione dei fatti.

Ghedini e la privacy del Premier – Intanto nell’udienza di ieri, a cui non ha preso parte il presidente del Consiglio, l’avvocato Niccolò Ghedini ha sostenuto che i magistrati avrebbero agito in maniera illegittima poiché avrebbero attinto informazioni dai conti del Premier senza le opportune autorizzazioni dalla Camera. Ghedini, che oltre a essere uno dei legali di Berlusconi è anche anche parlamentare, ha dichiarato: “Verificato che gli estratti conto hanno natura di corrispondenza, riteniamo che la Procura non potesse prenderli. Hanno avuto molto materiale bancario su Berlusconi tra cui estratti conto, copie di assegni e informazioni bancarie, senza le dovute autorizzazioni”.

Simone Olivelli