Ballarò, la resa dei conti e il caso Santoro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:00

Ballarò, resa dei conti – La stagione ormai sta per finire. L’estate è alle porte, il freddo e cupo inverno è passato e il tempo per fermasi e discutere inizia ad essere poco con le belle giornate. Forse è per quello che nello studio di Ballarò si respira aria di resa dei conti, sia tra le parole e applausi di politici e pubblico, sua nelle domande di Floris e sia per l’odierna situazione politica con il referendum popolare oramai alle porte. Ma oltre al fronte di no e sì, non si può non considerare la figura del premier Silvio Berlusconi e del suo governo, ormai alle prese con duri attacchi dell’opposizione su tutti i fronti, dall’economico al sociale. Rosy Bindi ripete più volte la frase “E’ dieci anni che governate” a sottolineare che il tempo per cambiare il paese ve ne è stato tutto. Ma il malcontento del popolo è davvero forte, quasi assordante, ad indicare che la strada intrapresa oggi non è certamente quella giusta. Ci pensa poi un servizio montato con estrema attenzione, ove si rivede il “contratto degli italiani” pieno di promesse e speranze firmato in diretta TV dal premier. Ma gli anni sono passati (dieci per l’esattezza), e le promesse sono rimaste tali.

Floris e Santoro – La tensione e accesa battaglia tra i vari rappresentanti è ovviamente è un fatto correlato, con Maurizio Lupi e un sin troppo schietto Sallusti chiamati a difendere il lavoro sino ad ora portato avanti dalla maggioranza, giustificando addirittura gli errori delle legislature precedenti. Non si risparmia nulla, ritornano sul discorso elezioni regionali, pressione fiscale e alleanze che mutano. Ed è in questo momento di contrasto che si va anche ad affrontare il tema di Annozero e l’addio di Santoro dalla Rai, avvenuto in maniera consensuale e lontana dalle telecamere, a quanto pare. Certamente però l’aver perso un importante figura come quella del noto giornalista non porta beneficio alla RAI, e incredibilmente anche lo stesso Floris pare volersi schierare sul fronte degli scettici con tanto di difesa delle idee e posizione prese dal collega, seguendo a grandi linee le parole velenose di Concita de Gregorio. Un momento chiave perfetto per riscaldare ancora di più gli animi in studio.

Capitolo referendum – Ed è solo ora che si entra davvero nell’argomento referendum. Sabato e domenica saremo tutti chiamati al voto per decidere su acqua pubblica, legittimo impedimento e questione nucleare. La presenza dei due opinionisti Angelo Bonelli (leader Verdi) e Oscar Giannino porta il dialogo subito a concentrarsi prima sul tema energetico, con una sorta di rinnovabili contro nucleare, innovazione contro presente, sogni contro bisogni, per poi terminare in maniera assai burrascosa con l’opzione privati nel mondo dell’acqua. E fa impressione vedere che anche per quanto riguarda il bisogno primario assoluto, sono i soldi a farla da padrone e sono sempre loro che possono spostare l’ago della bilancia verso una o l’altra parte. Infine arriva il caos completo con tutti che cercano di parlare e smentirsi l’uno con l’altro, costringendo il conduttore a chiudere microfoni e puntata con fretta e sorriso. Ora la parola, per una volta, spetta a noi. La responsabilità di indirizzare il destino del nostro paese verso una chiara destinazione. Per poi godersi finalmente la bella stagione.

Riccardo Cangini

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