Crolla il consumo di frutta e verdura in Italia, colpa del batterio killer

In calo del 20% i consumi di ortaggi in UE. Ammontano a circa 417 milioni di euro le perdite subite fino ad oggi dagli agricoltori europei a seguito del calo delle vendite determinato dall’emergenza dell’Escherichia coli. L’allarme per il batterio killer sta devastando anche l’ortofrutta italiana: sull’onda della psicosi i consumi di frutta, verdure e ortaggi nel nostro Paese sono calati del 20%, con punte anche del 70% per quanto riguarda i cetrioli, i primi prodotti incriminati come causa delle intossicazioni registrate in Germania. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un valore che è già adesso pari a quasi il triplo della cifra di indennizzo di 150 milioni proposta dalla Commissione Europea al Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue convocato per affrontare le gravissime conseguenze per i produttori europei della contaminazione del batterio killer

La Cia chiede l’aiuto dell’Europa. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) chiede un maggiore impegno delle autorità europee. L’organizzazione propone un intervento più incisivo e concreto da parte dell’Unione: risarcimenti per le imprese colpite, tali da coprire interamente le perdite (evitando l’uscita dal mercato di molti produttori), il ritiro delle merci invendute dal mercato e soprattutto un’indagine tesa a individuare la reale causa dell’intossicazione. “Non è possibile – spiega la Cia – che a più di due settimane dal verificarsi delle prime intossicazioni non si conosca ancora con precisione la causa del batterio”. Le ipotesi sono andate dai cetrioli ai germogli di soia, ma tutti i test sono risultati negativi e hanno avuto come unica conseguenza “un allarmismo generalizzato tra i consumatori Ue e, di riflesso, una netta flessione negli acquisti di prodotti ortofrutticoli. Se la vicenda continuerà ad essere molto confusa – conclude la Cia – c’è il fondato pericolo di mettere in ginocchio un settore, quello dell’ortofrutta, che proprio in questo periodo tocca i maggiori indici di produzione”.

Perdite economiche ingenti in Italia. A pagare il conto più salato delle incertezze e dei ritardi con cui in Europa si sta affrontando l’emergenza sono stati nell’ordine – sottolinea la Coldiretti – la Spagna (200 milioni) la cui produzione di cetrioli è stata ingiustamente accusata, l’Italia (100 milioni) che è il principale paese produttore di ortofrutta in Europa, l’Olanda (50 milioni), la Francia (30 milioni), la Germania (30 milioni), il Belgio (6 milioni), la Danimarca (0,75 milioni) e la Lituania (0,15 milioni). 

Adriana Ruggeri