Newnotizie intervista Brusco: tra nuovo album e referendum

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:00

Brusco Fino all’alba Referendum: Uscirà il 14 giugno l'”ultima fatica” di Brusco, proprio nel giorno in cui si conosceranno gli esiti dei referendum abrogativi del 12 e 13 giugno di cui si parla molto in questi giorni.
Newnotizie ha contattato l’artista romano il quale ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande, spaziando da “Fino all’alba” al referendum, passando anche dalla Jamaica, dal problema dell’abuso di droghe all’omofobia.

Brusco, tra pochi giorni uscirà il tuo nuovo album, “Fino all’alba”; cosa ti senti di dire ai tuoi fans? Ascolteranno il solito Brusco o troveranno qualche novità nelle tue canzoni?

Ciao, inizio col dirti che tra tutti i cd che ho pubblicato “Fino all’alba”, prodotto da Nitelite, è in assoluto il mio preferito! Si tratta di un lavoro decisamente al passo con i tempi dettati dalla dancehall giamaicana, nel quale tratto argomenti diversi e ricorro a soluzioni metriche e melodiche nuove sebbene in linea con quello che è lo stile che da sempre mi caratterizza come artista. Sono certo che i miei fans, come li chiami tu, ne saranno entusiasti! E’ un cd senza fronzoli, dico quello che penso senza alcun compromesso, non essendoci (come sempre) di mezzo case discografiche, manager…
 
All’interno della track list, specie in un momento di fermento politico come quello odierno, spicca “I tre porcellini”, ovverto Fede, Mora e Berlusconi: non è difficile trovare ispirazioni per scrivere nuove canzoni, vero?

Sia quando si tratta di argomenti seri che di tematiche più leggere, la società italiana rappresenta un inestimabile giacimento di spunti interessanti per chi fa musica… Ovviamente le radio mainstream non passeranno mai un certo tipo di canzoni, ma non per questo mi limiterò mai a parlare solo di amore o temi che non danno fastidio, come purtroppo si riducono a fare molti miei “colleghi”.
 
Il 12 e il 13 giugno (proprio alla vigilia dell’uscita di “Fino all’alba”) il popolo italiano è convocato alle urne per tre importanti referendum abrogativi. Brusco, proprio per questa occasione, ha scritto una canzone ad hoc: “Si si si si”. Per quale motivo pensi sia giusto andare a votare e, nella fattispecie, rispondere “Sì” ai quesiti? 

Come dico nella canzone non esiste un solo politico di cui mi fidi al momento e quindi non vado alle urne da un bel po’ di tempo. Tuttavia ora abbiamo un’occasione più unica che rara per dire la nostra, per difendere alcuni diritti inalienabili. Io invito a votare Sì, OSSIA no al nucleare, perché sono certo che investendo in Ricerca e Sviluppo è possibile, anche in pochi anni, individuare modi alternativi e più sicuri per produrre energia. Mi sembra assurdo investire nel nucleare considerando, ed è un dato di fatto, che le scorie nucleari non sono smaltibili e quindi minacceranno in eterno la salute di questo pianeta, ancor più dell’Italia dove si costruiscono le case mischiando cemento e sabbia e dove le infrastrutture e i controlli sono quello che sono. Ne va del futuro dell’intero pianeta e se pensiamo che fino a pochi anni fa non c’erano i telefonini, internet, i computer… viene spontaneo chiedersi perché non puntare su un sistema che alimenti il mondo in modo sicuro e pulito.
Poi invito a dire due volte Sì per evitare che l’acqua possa divenire un bene privato su cui speculare e infine a dire Sì per garantire ai cittadini italiani che quella frase scritta sui tribunali corrisponda alla realtà OSSIA: “La legge è uguale per tutti”. Mi è toccato scrivere una canzone perché in giro ne sento parlare davvero poco.

Hai recentemente inciso due ep in patwa, quell’inglese per così dire “maccheronico” parlato in Jamaica, riscuotendo grande successo anche nella vera patria del reggae. Qui, alcuni cantanti locali usano la propria musica per lanciare pericolosi messaggi omofobici. Qual è il tuo pensiero in merito?

Non posso dire di aver ascoltato tutte le produzioni recenti italiane, ma a me non risulta assolutamente che ci siano artisti reggae italiani che lancino messaggi di questo tipo. Di certo gli argomenti sono simili a quelli di cui trattano i giamaicani e questo può essere un limite ma non ho sentito nessun italiano cantare canzoni contro i gay , se così fosse sarebbe certamente un episodio da condannare.

Nel dicembre 2009 è stato arrestato uno dei più importanti artisti della scena reggae con l’accusa di traffico di cocaina: Buju Banton. Brusco, come valuti questa vicenda? E come valuti l’uso di stupefacenti sempre più diffuso tra i giovanissimi?

Occorre fare una premessa. Esistono le droghe leggere, il cui effetto è meno dannoso a parer mio dell’alcool o del tabacco, e ci sono poi le altre droghe. Ketamina, crack, pasticche varie e cocaina alterano la percezione della realtà e a volte la personalità stessa di chi le assume! Mi è capitato di conoscere decine di ragazzi poco più che ventenni “bruciati” completamente da queste sostanze e mi auguro che la cosiddetta “cultura dello sballo” non produca troppe vittime tra le nuove generazioni.
Buju Banton è secondo me uno dei, se non il più importante artista reggae degli ultimi vent’anni e spero possa tornare presto a regalarci musica ed emozioni.

Riuscire a sfondare facendo musica reggae in Italia è davvero difficile. Se tu non fossi riuscito a vivere con la tua musica, che cosa ti sarebbe piaciuto fare di diverso?

Per oltre 10 anni la musica per me è stata una passione, un hobby che impegnava gran parte delle mie giornate ma non retribuito, quindi ho sempre dovuto fare altro nella vita per sbarcare il lunario. Ora grazie alla musica riesco a togliermi tante soddisfazioni ma ci sono tante cose che mi piace fare, alcune di natura artistica altre più “concrete”, vedremo cosa riserverà il futuro. Il consiglio che do ai tuoi lettori è di provare sempre a fare ciò che più gli piace nella vita, soprattutto in un mondo come quello attuale che offre davvero pochissime garanzie nel mondo lavorativo. Rischiare per rischiare, meglio puntare su qualcosa che piace!!!

Intervista a cura di Pier Luigi Balzarini

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