Gad Lerner: Il duopolio in tv è morto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:22

La diagnosi consegnata ieri da Carlo Freccero a Il Fatto Quotidiano, relativa alla fine del duopolio Rai-Mediaset, è stata confermata oggi da Gad Lerner. In un’intervista al Corriere della Sera, il conduttore de L’infedele, ha scattato la sua personale istantanea, analizzando le ragioni che hanno portato La7 a crescere in modo così significativo nel panorama mediatico, fino a rubare preziosi punti di share tanto alla tv pubblica quanto a quella commerciale. E sul probabile approdo di Michele Santoro alla 7: “Lo spero tanto – ha dichiarato il giornalista – Troverebbe quel clima di libertà intellettuale e di possibilità di sperimentazione che amiamo”.

Necrologio del duopolio televisivo – “Noi siamo una tv moderna, aperta ai nuovi linguaggi, che mostra tutta la decrepitezza del Duopolio Collusivo: anacronistico, recitativo, con una compagnia di giro pronta, con una telefonata, a parlare indifferentemente di immigrazione, politica internazionale, giustizia. Fingendo di saperne”. Per evidenziare la distanza tra la linea editoriale (e non solo) della 7 e quella delle altre emittenti tv, Gad Lerner non ha usato giri di parole. Né ha scelto di nascondersi dietro una falsa modestia.

Una squadra vincente – “Incassiamo i frutti di dieci anni di semina – ha constatato l’ideatore de L’infedele – Abbiamo guadagnato pubblico con un‘offerta alternativa, anche parlando di filosofia o storia in prima serata senza sovrapporre voci e senza urlare. Oggi siamo la tv del ritorno della Bignardi, di Crozza, di Lilli Gruber, delle sperimentazioni di Marco Paolini. Di Ilaria D’Amico. E di un ottimo Tg diretto da Enrico Mentana che – ha annotato Lerner – fa il proprio lavoro: dà notizie”.

Libertà e sperimentazione – Un parterre prestigioso, che potrebbe presto arricchirsi di nuovi tasselli interessanti come Michele Santoro. “Io me lo auguro e lo spero – ha detto il giornalista de La7 – Troverebbe quel clima di libertà intellettuale, di possibilità di sperimentazione ideale per la tv di qualità che amiamo. Spero non appaiano ancora quei vincoli e quei condizionamenti che, per esempio, hanno tenuto in anticamera Enrico Mentana per un anno e mezzo”.

La Rai autolesionista – E ancora: “L’operazione Santoro, autolesionistica per la Rai – ha proseguito Gad Lerner nella sua analisi – è un caso da scuola di demenziale eterogenesi dei fini. Hanno voluto assecondare la folle diagnosi di Berlusconi che attribuiva ad Annozero la sconfitta elettorale, quando invece la risposta era la sua immagine allo specchio. Hanno continuato a pensare che La7 fosse una nicchia irrilevante. Invece ora si scopre che il bisogno di informazione, la stanchezza verso il Duopolio – ha insistito il giornalista – fa crescere i nostri ascolti. Noi saremo pure bravi – ha concluso il conduttore de L’infedele – ma è stato anche il pubblico a cercarci, a volerci”.

Maria Saporito

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