Miccichè si sgancia dal Pdl: No ai continui capricci di Bossi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:04

Lo aveva detto e l’ha fatto. Il leader di Forza del Sud, Gianfranco Miccichè, ha ufficializzato ieri ai microfoni dell’Adnkronos la decisione di lasciare il Pdl per approdare al gruppo Misto. Una scelta sofferta, che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio (grande amico personale del Cavaliere) ha motivato con l’indisponibilità – da parte dei suoi – di tollerare ancora le “bizze” dei padani. “Così non si può andare avanti – si è sfogato ieri il sudista – Non possiamo sottostare sempre ai capricci di Bossi“.

Capricci intollerabili – “Non si può essere totalmente succubi della Lega. Non è possibile che qualsiasi cosa debba essere fatta per accontentare i capricci di Bossi“. L’analisi del leader di Forza del Sud, Gianfranco Miccichè, è impietosa. La maggioranza, incardinata sull’alleanza tra Pdl e Lega, rischia a suo avviso di sbilanciarsi rovinosamente a favore dei padani, determinando la sclerotizzazione di una situazione già compromessa. A cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e i suoi compagni di partito non vogliono prestare il fianco, tanto da aver deciso di prendere le distanze dallo schieramento di Silvio Berlusconi. Una vera e propria doccia fredda per il Cavaliere che assiste impotente alla “dipartita” di 14 parlamentari, pronti ad infoltire la schiera del gruppo Misto alle Camere.

L’emergenza al di sotto del Po – “Lasceremo il gruppo del Pdl e per adesso andremo nel gruppo Misto – ha confermato Miccichè – Non torneremo indietro, non possiamo permettercelo. Spero che questa iniziativa possa muovere un po’ le acque. Certo, così non si può più andare avanti nel Pdl. Non è possibile che per questa maggioranza – ha continuato il leader dei sudisti – il problema è solo il Settentrione. C’è tanta gente che si muore letteralmente di fame. E non solo al Sud. Io faccio l’esempio della Sicilia perché sono nato lì – ha detto il sottosegretario – Ci rendiamo conto che ogni giorno, sotto casa mi aspettano delle donne con i bambini in braccio che mi chiedono aiuto per poter comprare del latte? Insisto, non possiamo sottostare sempre ai capricci di Bossi“.

Un viaggio a senso solo? – Non solo: “Allo stato attuale – ha osservato Miccichè – Forza del Sud può contare su dieci deputati e quattro senatori senza tener conto di Noi Sud che è più che disponibile al nostro progetto. Comunque la politica non è fatta solo di numeri ma anche di idee e proposte concrete. Non ho sentito Berlusconi – ha aggiunto – Io lo adoro il presidente del Consiglio, ma vado avanti col mio progetto. Per ora andiamo nel gruppo Misto“. Ma la scissione potrebbe avere una durata breve e sortire un improvviso dietrofront, se il premier saprà fare breccia nel “cuore” degli indispettiti forzisti. O almeno così pare di capire.

Maria Saporito

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