‘Ndrangheta alle primarie, deputato Pd: Non sapevo fosse mafioso

All’indomani della pubblicazione delle intercettazioni in cui si leggono le richieste del deputato del Partito Democratico Domenico Lucà a Salvatore De Masi, arrestato ieri con l’accusa di essere un imprenditore affiliato alla ‘ndrangheta calabrese operante in Piemonte, affinché desse il proprio contributo nella ricerca di voti a sostegno della candidatura di Piero Fassino, oggi sindaco di Torino, alle primarie, il protagonista di questa oscura vicenda si difende.
Come riportato dal quotidiano La Repubblica, colui che dagli inquirenti viene visto come un esempio di quella politica che mantiene rapporti con esponenti della malavita, al punto da ipotizzare il reato di voto di scambio, ha dichiarato di non essere mai stato a conoscenza delle frequentazioni di De Masi.

Cadute dal pero – Lucà, che si è detto stupito dell’arresto dell’amico, ha dichiarato: “Chi come me fa politica da molti anni a Rivoli conosce da tempo Giorgio De Masi. Sfido chiunque, in 17 anni di attività politica, a dire che Mimmo Lucà ha mai chiesto un favore a vantaggio di De Masi. Sono pratiche lontane dalla mia etica. De Masi è un imprenditore che ha molti amici. Io come anche altri esponenti del Pd della zona, penso a Nino Boeti, ci rivolgiamo a lui per un’antica amicizia in occasione degli appuntamenti elettorali e, naturalmente, per scambiarci gli auguri di fine anno”.
Il deputato, che è parlamentare dal 1994, ha poi proseguito: “Cado davvero dalle nuvole. Forse non conosco così bene il territorio ma certo mi sorprende proprio apprendere che De Masi è stato arrestato con accuse tanto gravi. A meno che non si sostenga che dovrei diffidare di tutti i calabresi che fanno gli impresari edili. Sono calabrese anch’io e a questa logica non ci sto“.
Totalmente estraneo alla vicenda si è dichiarato, invece, il primo cittadino di Torino Piero Fassino, colui che avrebbe beneficiato degli sforzi propagandistici di De Masi: “Cado letteralmente dalle nuvole – ha dichiarato l’ex segretario dei Ds – di questa vicenda non so nulla e non conosco quella persona a cui si sarebbe rivolto l’onorevole Lucà”.

Simone Olivelli