Neonati, a tre mesi son già piccoli geni

Piccoli geni a 3 mesi. I neonati sono molto più intelligenti di quello che possiamo immaginare. Ad appena 3 mesi di vita i bambini sono in grado di sviluppare dei puri ragionamenti e di fare previsioni razionali quando si imbattono in scenari visivi nuovi e complessi, cogliendo le differenze più sottili. A sostenerlo è una ricerca unica nel suo genere, pubblicata sulla rivista “Science” e basata su ricerche precedenti raccolte da Josh Tenenbaum, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology. I ricercatori hanno dimostrato che i bambini, che possiedono capacità di ragionamento astratto, riescono a verificare e a prevedere le conseguenze di azioni a loro nuove.

La ricerca sui neonati. Lo studio, il cui scopo era chiarire come funziona l’intelligenza umana fin dai suoi primi passi per provare poi a replicarla in maniera artificiale, ha scoperto che i bambini hanno la capacità di concettualizzare in principi astratti il mondo fisico che li circonda. Sono stati studiati i bambini di tre, sei e dodici mesi utilizzando un modello sviluppato al computer. I complessi esperimenti condotti si basano sulla sorpresa che un determinato evento suscita sul piccolo: tale sorpresa è “misurata” con la durata dello sguardo fisso rivolto verso l’evento inatteso. Durante l’esperimento, solo quando si sono trovati di fronte ad una circostanza inaspettata, infatti, i neonati sottoposti al test hanno mantenuto più a lungo lo sguardo sull’oggetto mostrato, o viceversa. Proprio come gli adulti, che guardano più a lungo qualcosa di nuovo o inaspettato, i piccoli si sono focalizzati per cercare di dare una spiegazione.

Il commento dello studioso. Già a cinque mesi, spiegano gli studiosi, sono in grado di differenziare, ad esempio, l’acqua contenuta in un bicchiere da un materiale solido blu molto somigliante all’acqua, sempre contenuto in un bicchiere. Distinguono solidi dai liquidi già da molto presto, basandosi sui movimenti, su come le sostanze si spostano, si riversano o cadono fuori da un bicchiere. “In passato questi aspetti della cognitività dei bambini molto piccoli erano stati espressi sulla base di intuizioni, mai attraverso dimostrazioni pratiche e matematiche come queste, che mettono in campo modelli computazionali precisi – dice Tenenbaum –. Il pensiero dei bambini piccoli è puro ragionamento analitico: calcolano la probabilità di un evento sapendo in maniera innata che un oggetto non può “teletrasportarsi” da un luogo all’altro o apparire o sparire nel nulla. L’intelligenza umana del resto è la capacità dell’individuo che si trova in una situazione nuova di utilizzare i suoi principi astratti e le conoscenze empiriche per “governare” ciò che accade e orientarcisi”.

Adriana Ruggeri