Referendum: Fini vota, Bossi no

A pochi giorni dal referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento arrivano alla spicciolata le dichiarazioni di voto (o di non voto) dei big della politica nazionale. Dopo la stoccata del premier, che nei giorni scorsi ha definito “inutili” i quesiti referendari, e l’esternazione di Giorgio Napolitano, che ha annunciato di voler partecipare attivamente alla consultazione popolare, ieri i fari si sono accesi sul leader della Lega, Umberto Bossi, e sul presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Credo che Bossi non andrà a votare“, ha annunciato il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, mentre il numero uno di Fli ha dichiarato di condividere pienamente la posizione del capo dello Stato, sottolineando l’intenzione di recarsi alle urne per dire la sua sui quesiti referendari.

La marcia indietro del Senatur – Qualche settimana fa, braccato dai giornalisti, il leader del Carroccio, Umberto Bossi si lasciò scappare che “alcuni quesiti, come quelli sull’acqua, sono interessanti”. Una dichiarazione che aveva spinto a dedurre che il Senatur fosse intenzionato a esprimersi sulla privatizzazione dei servizi idrici, ponendosi (presumibilmente) in antitesi con la posizione ufficiale del governo. Deduzione sbagliata perché, a pochi giorni dalla consultazione, il numero uno delle camicie verdi pare abbia fatto marcia indietro e deciso di disertare le urne. Cosa lo abbia convinto a non votare al referendum è cosa difficile da capire, ma non è da escludere che alla base della sua decisione ci sia la volontà di non complicare ulteriormente il rapporto con l’alleato di ferro.

La partecipazione attiva di Fini – “Mi risulta che Bossi non andrà a votare – ha dichiarato ieri Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera – Sulle consultazioni dei referendum la linea della Lega è comunque la libertà di coscienza, ciascuno decida come meglio crede. Vogliamo depoliticizzare l’appuntamento referendario: sia se verrà raggiunto il quorum, sia se non verrà raggiunto – ha precisato l’esponente del Carroccio – non ci considereremo sconfitti o vincenti”. Diversa la posizione del presidente della Camera, che – incalzato ieri sull’argomento – non ha fatto segreto delle sue intenzioni: “Condivido la posizione del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che sul referendum – ha spiegato Gianfranco Fini – ha detto di essere un cittadino che ha sempre fatto il proprio dovere. Io a votare ci andrò. I cittadini possono anche stare a casa – ha continuato Fini – però incentivare l’assenza di partecipazione è come dire non impicciatevi che decidiamo noi”.

Maria Saporito