Referendum, i tg della Rai confondono le date: disinformazione? (VIDEO)

A pochi giorni dai referendum che porteranno gli italiani a dire la propria su temi come l’acqua, l’energia nucleare e il legittimo impedimento, a tenere banco è una domanda ben precisa: si riuscirà, dopo sedici anni, a raggiungere il quorum necessario per convalidare il verdetto proveniente dalle urne? Gli elettori comprenderanno la possibilità loro data, una volta tanto, di decidere in prima persona su questioni di indubbio interesse collettivo oppure verranno sedotti dal clima quasi estivo e preferiranno una gita fuori porta o un tuffo in acqua?
Il problema non è di poco conto. Il metodo referendario ha spesso dimostrato la sua inefficacia per la mancanza di interesse dimostrata dagli italiani quando si tratta di andare ai seggi senza la possibilità di mettere una croce sul logo del proprio partito o sul nome del politico di fiducia. La personalizzazione della politica, d’altronde, non ha fatto altro che acuire la questione.

Tg smemorati – La situazione, di certo, viene ulteriormente aggravata se mancano l’adeguata informazione e pubblicità che dovrebbero provenire dai media. E peggio ancora è se emergono sospetti di disinformazione: negli ultimi giorni i telegiornali della Rai hanno per ben due volte confuso le date in cui sarà possibile votare: al posto di domenica 12 e lunedì 13, è stato più volte ripetuto che i seggi saranno aperti nei giorni 13 e 14.
A incorrere nella disattenzione è stato prima il Tg1, che il giorno seguente è stato costretto alla rettifica, e poi il Tg2. Ma c’è anche chi pensa che dietro a questi inconvenienti ci possa essere stata la malizia di qualcuno, interessato a far sì che l’affluenza alle urne sia ancora una volta inferiore al temuto cinquanta percento più uno degli aventi diritto al voto. Tra coloro che hanno sottolineato la stranezza di quanto accaduto vi è Roberto Zaccaria, deputato Pd, coordinatore del Gruppo di ascolto sul pluralismo televisivo e già presidente della Rai a cavallo tra gli anni novanta e gli anni duemila, che ha dichiarato: “Un errore è un errore ma il dubbio su una regia è legittimo. Il secondo errore è stato commesso poche ore prima del richiamo dell’Agcom secondo la quale persistono ancora carenze per quanto riguarda l’informazione sui referendum da parte del Tg2. Non esageriamo, dunque, quando chiediamo all’Autorita’ dati quotidiani sulle rilevazioni“.

Simone Olivelli