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Sarah, l’intervista di Ivano Russo e lo show di Paolo Liguori (VIDEO)

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Inchiesta giudiziaria, processo mediatico, giallo da fiction, il delitto di Avetrana rimane al centro delle cronache nazionali e ieri, nel corso della trasmissione Pomeriggio Cinque, ha visto l’ennesimo atto di una vicenda che somiglia sempre più a un reality show. La conduttrice Barbara D’Urso ha mandato in onda un’intervista a Ivano Russo, il ragazzo che potrebbe costituire il movente stesso dell’omicidio: gli inquirenti sospettano, infatti, che Sarah Scazzi possa essere stata uccisa dalla cugina Sabrina Misseri a causa della gelosia provata da quest’ultima, incapace di accettare la disparità di attenzioni ricevute da colui che la ventitreenne oggi in carcere considerava un ‘dio’.
Ivano Russo si è detto dispiaciuto dell’aver visto l’intervista in cui Michele Misseri, il padre di Sabrina, si è per l’ennesima volta autoaccusato del delitto mostrando anche il modo in cui si sarebbe disfatto del corpo della vittima. A tal proposito il giovane ha dichiarato: “Spero che Concetta non lo abbia visto, penso che per una madre vedere quella cosa è come vedere uccisa una figlia una seconda volta“. Colui che fece breccia nel cuore della principale sospettata ha poi aggiunto: “La pubblicazione degli sms mi ha dato molto fastidio perchè si tratta della mia privacy ed è buttata agli occhi di qualsiasi persona. Erano messaggi normalissimi che interpretavo a livello di amicizia e quindi ce ne siamo scambiati tanto, penso che sia normale”.

Liguori contro i barbari – Ieri, tra gli ospiti presenti nello studio di Pomeriggio Cinque vi era anche il direttore di Tgcom Paolo Liguori che si è reso protagonista di una vibrante polemica con il pubblico e la giornalista autrice dell’intervista perché la vicenda di Avetrana avrebbe travalicato i limiti della decenza. In particolare, Liguori ha criticato la scelta di dare la parola così spesso ai protagonisti della storia, offrendo così luci della ribalta per un evento che dovrebbe appartenere alle cronache giudiziarie. Il direttore del Tgcom si è poi rivolto al pubblico etichettando i presenti come ‘barbari‘ per la brama di avere una giustizia veloce e di conseguenza sommaria.
I pensieri del direttore del quotidiano online di Mediaset sarebbero condivisibili nella loro totalità se non fosse che lo stesso Liguori, negli anni passati già direttore di Studio Aperto, non sembra avere lo stigma della verginità: presente spesso in trasmissioni simili a Pomeriggio Cinque, nel corso della sua lunga carriera dovrebbe aver capito quando si trova in situazioni in cui la vittima di un delitto viene definita dalla conduttrice del programma come “il fulcro di tutto ciò, una ragazzina che sta sottoterra“.

S. O.

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