Vendola con l’UDC? Rivolta di Facebook (e di SEL)

“Se si libera il campo da argomenti speciosi e pregiudiziali SEL e UDC possono impegnarsi insieme per lo stesso obiettivo”.
Parola del leader di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola, pubblicate ieri su “Il Corriere della Sera”.
Parole, per alcuni scontate, in virtù del Vendola-pensiero, per altri, i più, assolutamente inconcepibili, che hanno scatenato un accesso dibattito nell’ambito della sinistra e, in particolare, sui social network e su Facebook dove l’intervista al governatore pugliese è rimbalzata per tutto il giorno da una pagina all’altra.

Tutti i “no” del Popolo Viola – Verso le 14.00 di oggi gli amministratori della pagina Facebook del “Popolo Viola”, nata sull’onda del “No B Day” di due anni fa e popolata ormai da oltre 400mila utenti, ha riportato la dichiarazione di Vendola.
“Alleanze, – si leggeva nello status della pagina – Vendola al Corriere della Sera: “Anch’io voglio allargare all’Udc”. Siete d’accordo?”.
Un interrogativo presto travolto da una valanga di commenti negativi, fermamente contrari all’idea che il nuovo centrosinistra debba ripartire dall’allargamento al partito di Casini.
“E’ pronto il minestrone della sinistra…”, “Allarghiamo anche al PDL ormai e perchè no alla LEGA??”, “Noo!!! L’esperienza mastella non ha insegnato niente??”, “Bravo Vendola, uomo in carriera…ma dico come si fa! L’UDC che vuole privatizzare tutto? Oh ma dico ma siamo impazziti!?” …
Alla fine sono più di 800 i commenti di risposta al leader di SEL e, salvo rarissime eccezioni, lasciano trapelare la delusione e il disorientamento di un popolo (rosso-viola) che, fino all’altro ieri, aveva visto in Vendola il messia della sinistra coerente e alternativa.

E dentro SEL? Gli ex-DS non ci stanno – Non solo di UDC ha però parlato Vendola; l’altro punto focale dell’intervista, infatti, ha toccato il rapporto con il PD, con cui il leader di SEL intende costruire un nuovo soggetto unitario, scopo del suo agire politico e del “movimento di SEL”.
Una battuta che liquida il suo stesso partito come un soggetto senza prospettiva ma utile solo ad essere lo strumento per lanciare “un’opa” sul PD.
Peccato che Vendola abbia sciolto SEL senza che SEL lo sapesse. E fosse d’accordo!
Claudio Fava, membro del coordinamento nazionale del partito, ha commentato spiegando che l’intervista a “Il Corriere” “suggerisce un cambio sostanziale di rotta sul quale sarà bene discutere tra noi“, non condividendo “la retrocessione di SEL a un “movimento” e “l’idea di mettere SEL e il PD in un nuovo soggetto”.
Al di là delle ottime apparizioni mediatiche, d’altronde, non è da oggi che SEL vive forti contraddizioni interne: l’area degli ex DS, usciti dal partito ai tempi della nascita del PD, non vedono di buon occhio il “big bang” a sinistra e la svolta leaderistica che ha trasformato SEL nel “partito di Vendola”, e ancora non si sono sopiti i malumori di quanti hanno criticato la scelta di seguire il PD ad ogni costo, finendo per sostenere Morcone a Napoli anziché il poi vincente Luigi De Magistris.

E il 18 giugno prossimo, in occasione dell’assemblea nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, qualcuno potrebbe aver davvero voglia di far “saltare il banco”.

Mattia Nesti