Il Governo contro l’Economist: Prevenuto da 10 anni

The Economist a Berlusconi: L’uomo che ha fregato un’intera nazione. Il Governo proprio non ci sta a subire l’ennesima bordata riservata dal settimanale britannico ‘The Economist‘ al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definito in uno speciale a firma del giornalista John Prideaux come “l’uomo che ha fregato un’intera nazione’, un “leader disastroso” e un danno per l’economia italiana. Ma se i ministri Sacconi e Rotondi si scagliano contro la ‘faziosità’ dell’Economist, il democratico Letta pone l’accento sull’ombra negativa che il premier getta su un’intera nazione.

Sacconi: Il calabrone italiano sconfiggerà lo scetticismo inglese. E’ questa la sfida che il ministro del Welfare lancia al settimanale britannico. Sacconi si offre “di fare da Cicerone” al giornalista che ha firmato un così poco lusinghiero articolo per il nostro Paese: “Gli faccio conoscere un’altra cronaca – dichiara il Ministro al ‘Corriere della Sera’ – che non sia quella frettolosamente appresa in qualche salotto romano, ma quella dell’Italia fatta di imprenditori leader globali, che non cercano protezioni attraverso buone relazioni e che ogni giorno vincono nel mondo la concorrenza. O quella dei lavoratori di Pomigliano e Mirafiori che accettano di cambiare consapevolmente i loro tempi di vita per garantire un futuro al loro stabilimento”. “Vedrete, il calabrone italiano sconfiggerà lo scetticismo inglese – avverte Sacconi – Berlusconi ci sta liberando dall’ombra lunga degli anni Settanta. Oggi bisogna garantire ai contratti aziendali la forza che regola tutti gli aspetti del lavoro”.

Rotondi: Non me ne frega nulla dell’Economist. E’ ancor più dura la replica che giunge dal ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, secondo il quale l’Economist “vale quanto il Corriere dell’Irpinia”. Intervistato da ‘La Stampa’, Rotondi afferma di farsene “un baffo” del servizio pubblicato dalla testata britannica sul governo italiano.”I giornali stranieri sono ispirati da giornalisti italiani falliti – spiega – che, non avendo un contratto, danno loro notizie. Ecco non me ne frega proprio nulla dell’Economist”. Quanto alla reale influenza che potrà avere lo speciale di John Prideaux, il Ministro esclude che i politici inglesi possano farsi condizionare e aggiunge: “La Thatcher consigliava di non leggerli. Figuriamoci se leggo un giornale che sull’Italia è prevenuto da 10 anni“. Piuttosto, conclude Rotondi,bisognerebbe spiegare al giornalista che “il debito pubblico è stato fatto 30 anni fa, che Berlusconi lo ha trovato e che grazie al nostro governo i conti sono accettati da chi in Europa li deve giudicare: tra questi non c’è l’Economist”.

Letta (Pd): Berlusconi imbarazzante. E’ un giudizio diametralmente opposto quello che arriva dal Partito Democratico, che per bocca del vicesegretario Enrico Letta, fa sapere che “la violenza del titolo dell’Economist è purtroppo lo specchio di quello che pensano all’estero“. “Berlusconi è imbarazzante per tutti – dichiara Letta in un’intervista a ‘La Stampa’ – non a caso nessun presidente straniero considera positivo fare una foto con lui”. Per l’esponente democratico “altri due anni con Berlusconi abbarbicato nel bunker di Palazzo Chigi sono un costo che l’Italia non può pagare”, perché il premier “ha riempito di fuochi d’artificio il Paese garantendo però il più bieco conservatorismo: l’esecutivo che sostituirà questo avrà un compito ancora più duro di quello che ebbe Prodi nel 1996 e nel 2006″. “Cos’altro deve succedere – si chiede in conclusione Letta – dopo questo schiaffo del più prestigioso settimanale internazionale mai indulgente con il centrosinistra?”.

R. E.