Isvap: Rc Auto aumentata del 6%. Bonus-malus non funziona

“Costi scaricati sugli utenti”. “Abnormi le commissioni sulle polizze”.  Sono solo alcune delle osservazioni sollevate da Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap, a proposito dell’aumento dei prezzi della Rc Auto registrato lo scorso anno. I prezzi della Rc Auto salgono ancora perché le compagnie assicurative scaricano i maggiori costi sui clienti, ha sottolineato Giannini nella relazione sull’attività nel 2010.
Lo scorso anno, ha rimarcato il presidente Isvap, “le tensioni sul mercato sono state ancora molto forti. La gestione tecnica del settore (intesa come rapporto sinistri/premi) è migliorata, ma ciò è avvenuto scaricando sui prezzi l’onere dei maggiori costi”. “La raccolta premi Rc Auto infatti – ha ricordato – nel 2010 è cresciuta del 4,5% in valore e questo, in presenza di una sostanziale invarianza del parco veicoli, significa che sono i prezzi ad agire da elemento propulsivo. La tendenza è proseguita anche nel primo trimestre di quest’anno con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti”.

Il bonus-malus non funziona. Il sistema del Bonus-Malus sulla Rc Auto “non riesce più a funzionare” e paga “distorsioni a causa delle regole interne” di ciascuna compagnia con conseguenze negative per tutti gli assicurati, ha denunciato ancora il presidente dell’autorità di vigilanza sul comparto assicurativo. Proprio per questo è in arrivo una riforma del sistema e le indagini svolte finora, ricorda la relazione, “hanno evidenziato la necessità di elaborare una nuova scala di coefficienti di merito, unica per tutto il mercato, che consentirà agli assicurati, cosa che oggi non accade, di conoscere in anticipo i risparmi di costo conseguenti a condotte di guida virtuose o viceversa le penalizzazioni in caso di sinistri, nell’ipotesi di invarianza delle tariffe”.
Così l’assicurato che non ha incidenti potrà beneficiare concretamente del bonus. Il punto di riferimento della riforma, sottolinea l’Isvap, è il modello francese.

Commissioni bancarie sproporzionate.  La relazione denuncia anche l’aumento delle commissioni bancarie sulle polizze legate ai mutui, definendole “abnormi”. “Per la tutela dei consumatori, in particolare di quelli che avendo necessità di ricorrere a mutui e finanziamenti sono di fatto obbligati a stipulare in abbinamento polizze vita e danni offerte dagli stessi enti finanziatori, resta infatti di fondamentale importanza disciplinare il fenomeno ed evitare che la posizione contrattuale assunta dall’ente finanziatore si traduca in oneri ingiustificati per il cliente”, si legge nella relazione.

Tetto agli stipendi dei manager. Giannini ha anche annunciato l’emanazione di un regolamento che fisserà un tetto per le retribuzioni dei vertici delle compagnie assicurative. Inoltre con esso i bonus ai manager saranno legati all’andamento gestionale delle aziende, con la possibilità di una loro non erogazione o addirittura di un recupero nel caso di risultati non soddisfacenti.

M.N.