Melania, ex soldatessa: Incontri tra istruttori e reclute fuori dalla caserma

Nell’attesa che le indagini sul giallo di Ripe di Civitella, dove il 20 aprile venne ritrovato il cadavere della ventinovenne Melania Rea, originaria di Somma Vesuviana, ripartano da quello che da giorni sembra un punto morto, ovvero la constatazione per cui al momento non sembrano esserci elementi validi per confermare o negare la presenza della vittima a Colle San Marco il 18 aprile, così come raccontato dal marito Salvatore Parolisi, un’ex allieva ammette di essere stata a conoscenza di alcuni incontri fuori dalla caserma ‘Clementi’ tra istruttori e soldatesse.
Il luogo di lavoro del caporalmaggiore Parolisi da alcune settimane è al centro dell’attenzione dei media, e probabilmente anche degli inquirenti, perché esiste l’ipotesi per cui il movente dell’omicidio possa aver avuto le proprie radici proprio negli ambienti militari: i ripetuti tradimenti del marito di Melania e i presunti segreti indicibili racchiusi tra quelle mura, potrebbero aver spinto qualcuno a mettere fine alla vita della giovane donna, considerata forse una testimone troppo scomoda.

Nessuna ambiguità in caserma – A parlare è ancora una volta Silvia, 25 anni, ex soldatessa del 235° Rav Piceno oggi fuori dal mondo militare. Lei ha frequentato la caserma ‘Clementi’ tre anni fa, quando Salvatore Parolisi era appena sposato. Esattamente un mese fa, la giovane aveva rivelato a Newnotizie la sensazione per cui – stando i primi sviluppi delle indagini – l’assassino, anche se apparentemente difficile da credere, potrebbe provenire dagli ambienti militari.
Oggi Silvia ritorna a parlare e ci confida che in quell’ambiente di lavoro, come in tanti altri del resto, sono esistite situazioni particolari, dove il vivere l’uno accanto all’altra può portare alla nascita di sentimenti e flirt. Anche tra persone in divisa: “L’anno in cui ho fatto il corso ad Ascoli Piceno, nel gruppo a cui appartenevo giravano voci di tre mie colleghe che avevano fatto breccia nel cuore di alcuni istruttori. Gli incontri tra caporalmaggiori e reclute si sono concretizzati fuori dalla caserma, all’interno si è sempre mantenuto contegno e professionalità”.
L’ex allieva ha poi proseguito dicendo che “sia le soldatesse che gli istruttori sapevano benissimo quali sarebbero potute essere le conseguenze, se questi rapporti fossero venuti alla luce”. A detta di Silvia, “tra quei flirt c’è stata anche qualche storia duratura“.

S. O.