Dopo il Colosseo Diego Della Valle investe nella Scala di Milano

Dal Colosseo al Teatro alla Scala di Milano, Diego Della Valle continua la sua politica di sostegno al patrimonio artistico del nostro Paese. Dopo il finanziamento all’Anfiteatro Flavio, per cui il 22 giugno verrà presentato il progetto, l’amministratore delegato di Tod’s punta su di un altro simbolo della cultura italiana, il Piermarini. Con un investimento di 5,2 milioni di euro, da versare entro quattro anni, a partire dal 1° gennaio 2012, Della Valle entra di fatto nella Fondazione Teatro alla Scala, diventandone il nono fondatore permanente, insieme a Cariplo, Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Eni, Mapei, Banca Popolare di Milano, Fininvest, Generali e Telefonica.
«E’ un obbligo sostenere l’Italia, soprattutto i suoi simboli», ha dichiarato l’imprenditore che ha più volte sottolineato l’importanza di supportare il mondo della cultura, con un pieno coinvolgimento dell’imprenditoria. Sarebbe bello – ha continuato – vedere imprenditori napoletani che si occupano di Pompei o imprenditori veneti che si interessano alla conservazione di Venezia. L’obiettivo è fare in modo che non si parli solo dell’immondizia di Napoli, ma soprattutto delle meraviglie culturali che fanno bene alla reputazione dell’Italia».

Soddisfatto Stephane Lissner, sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala, che ha sottolineato l’unanime consenso dell’assemblea dei soci all’ingresso di Tod’s nella Fondazione. «Questa idea alta di
mecenatismo è un atto civile – ha commentato Lissner -. In questo momento nel Paese c’è necessità che tutti insieme, al di là dei colori politici, si impegnino a sostenere la cultura che permette di realizzare cemento civile». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Diego Della Valle che, nella speranza si possa intervenire anche in altre zone d’Italia, ha perentoriamente dichiarato: «In giro per il mondo quando si parla di Italia si parla necessariamente di cultura. E il Teatro alla Scala è il simbolo della cultura italiana nel mondo. Oggi come cittadini abbiamo l’obbligo di occuparci del nostro Paese».

Valentina De Simone