Gemelline, saliva nel bagagliaio dell’auto di Schepp: sonnifero o veleno?

Gli ultimi sviluppi delle indagini sulla scomparsa di Alessia e Livia Schepp, le gemelline svizzere di appena sei anni di cui si sono perse le tracce dalla fine del gennaio scorso, purtroppo, non hanno allontanato il timore diffuso tra tutti coloro che tengono alle sorti delle bambine, su tutti la loro madre Irina Lucidi.
Ieri sera, nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado, condotta da Salvo Sottile e andata in onda su Rete4, sono stati comunicati gli esiti delle perizie effettuate dagli esperti della Scientifica sulle tracce ritrovate nell’auto di Matthias Schepp, il padre delle gemelline, che si suicidò il 3 febbraio gettandosi sotto a un treno in transito a Cerignola, comune in provincia di Foggia.

Sonnifero o veleno? – Il procuratore di Foggia Vincenzo Russo ha rivelato che all’interno del bagagliaio sono stati ritrovati resti della saliva di una delle due bimbe. Nelle prossime settimane verranno dati i risultati dei test tossicologici per capire se Alessia e Livia siano state addormentate oppure avvelenate.
Questo particolare è di fondamentale importanza, infatti, nonostante Schepp, prima di suicidarsi, scrisse una lettera alla moglie in cui dichiarava di aver ucciso le figlie perché incapace di accettare il divorzio e il mancato affidamento, sono tanti coloro che danno credito all’ipotesi che vedrebbe l’uomo aver affidato le gemelline a qualcuno di fiducia perché incapace di mettere fine alla loro vita e perché voglioso soltanto di ferire Irina.
L’utilizzo di un sonnifero, dunque, potrebbe ancora alimentare la speranza di poter ritrovare in vita le bambine, mentre nel caso i test dimostrassero la somministrazione di un veleno probabilmente anche l’ultima fiammella si spegnerebbe e non rimarrebbe altro che cercare le piccole con la consapevolezza che siano state seppellite da qualche parte.

S. O.