Piercing, tanti rischi per la salute

E’ allarme per i rischi di infezioni. Sono tanti i rischi e le complicazioni provocati dai “piercing“. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Pediatria, al Congresso in corso in questi giorni a Milano. Sono tanti infatti gli adolescenti e i giovanissimi che  si “bucano” da soli tra i banchi di scuola, con aghi sterilizzati male o graffette o si recano senza problemi in negozi non autorizzati, senza rispettare norme igieniche specifiche ed esponendosi a rischi molto grandi. Le infezioni, ovviamente, sono dietro l’angolo. Ma anche per quelli che si fanno il pearcing in negozi specializzati, sono sempre probabili spiacevoli complicanze (infezioni, sanguinamento, cheloidi, dal 10% al 30% dei casi). Secondo una statistica emersa , 1 ragazzo su 3 incorre in un’infezione, mentre a 1 su 100 capita di doversi addirittura rivolgere alle cure del pronto soccorso. Le zone più a rischio sono la bocca, la zona attorno agli occhi, le cartilagini e i genitali.

Piercing, una moda che dilaga. Secondo un’indagine svolta su più di 9 mila studenti, 1 su 3 ha almeno 1 piercing e 1 su 4 ha almeno un tatuaggio, ma il dato ancora più allarmante è che almeno il 50% dei tatuatori lavora in modo illegale.Si sta, inoltre, diffondendo sempre più la moda del “fai da te”, perché spesso per esibire il tanto desiderato piercing i giovani non attendono neppure di avere 14 anni (età minima richiesta dalla legge per rivolgersi ad un professionista) e addirittura – spiega il professor Mauro Paradisi, specialista in dermatologia pediatrica- ci sono quelli che per tenerlo nascosto ai genitori continuano a metterselo e toglierselo, esponendosi alle gravi infezioni da staffilococco aureo. È quindi importante – ha concluso il dermatologo – educare i ragazzi sulle complicanze infettive o comunque pericolose dei piercing, specie i ragazzi più giovani e di sesso maschile. Perché sono proprio loro che sono meno consapevoli dei rischi alla salute legati a piercing e tatuaggi”. Tra i gravi rischi troviamo anche l’epatite. 

Adriana Ruggeri