Grido disperato per Tomy, un bassotto contro il suo destino

Tomy bassotto contro il destino. Ancora meno di una settimana e poi non è chiaro il cane che fine farà. La situazione è a dir poco disperata. Tomy, bassotto di quattro anni, se non ti conosce mostra tutto il suo carattere, ma dopo due minuti sono solo bacini e leccatine. Oltre 100 km in auto con la proprietaria e parte della sua difficile vita inevitabilmente viene fuori. Tra i tanti problemi c’è anche la condizione attuale di Tomy, che sta in una borsa, da qualche tempo non cammina più. “Era già successo – ci racconta Alisia – un’ernia al disco, ma si era ripreso, ora però è tornato come prima, mi hanno consigliato di fargli una risonanza magnetica”.  L’attesa dell’esito dell’esame, effettuato in un centro ultraspecializzato grazie al sostegno economico di alcuni privati, passa anche attraverso immagini belle, come “l’amoreggiare” di un cane e di un gatto, entrambi per così dire residenti.

Paralizzato a vita. Quando però il risultato arriva è impietoso, c’è una macchia lunga e grigia nel midollo, si vede fin troppo bene. “Quella parte è morta dice il veterinario, questo cane non potrà più camminare”. Alisia cade nello sconforto più totale, non solo per la condizione di Tomy, brutta, ma tecnicamente risolvibile con un carrellino, ora però come occuparsene? Già perchè lei e suo marito, quest’ultimo in condizioni di salute non ottimali, abitano nella bergamasca, ai piedi della Val Seriana, ma ancora per poco. Entrambi senza lavoro, a fine settimana verranno sfrattati, perchè non possono più permettersi di pagare l’affitto e stanno pensando di andare all’estero, forse in Scozia. “lì è più probabile che trovi lavoro, ma attualmente sono nell’instabilità più totale – ci dice – non so proprio come potrei fare ad occuparmi di Tomy in una situazione simile, tra poco non avremo più nemmeno una casa”. Qualcuno pare gli abbia anche consigliato l’eutanasia, una “scelta” terribile. Il bassotto intanto, ignaro di tutto, durante il viaggio dorme beatamente tra le braccia di Alisia. Lui non sa nemmeno che non potrà camminare più, figuriamoci il resto.

Qualcuno li aiuti. Di origine Sud-Americana, vissuta per sette anni negli USA, Alisia padroneggia molto bene l’inglese e ovviamente lo spagnolo. Noi ci parliamo in italiano e anche con quello nessuna difficoltà. L’ideale – ci spiega Daniela, la volontaria che sta seguendo il difficilissimo caso, sarebbe che trovassero lavoro in Italia, magari come custodi, in modo da poter tenere Tomy con loro, ma qualsiasi altra cosa permetta loro di mantenersi va bene. “Sono disposta a spostarmi ovunque aggiunge la proprietaria – attualmente pulisco Tomy varie volte al giorno, quando fa la pipì e lo farei per sempre visto che rimarrà paralizzato a vita, ma io e mio marito stiamo per rimanere in mezzo a una strada, dobbiamo andarcene per forza e non sappiamo nemmeno dove”. L’altra alternativa, più dolorosa, ma comunque ottima data la situazione, sarebbe che qualche anima pia prendesse a cuore la situazione del povero bassotto, accogliendolo in casa pur sapendo dei suoi problemi (in ogni caso minori se dotato di carrellino). Una separazione forzata, ma che permetterebbe comunque a Tomy di proseguire felicemente la sua vita e alla sua proprietaria di saperlo in mani sicure, pur se a migliaia di km di distanza. “Dai pure il mio numero – ci ha detto Daniela quando abbiamo proposto a lei e ad Alisia di fare un articolo a riguardo – posso rispondere solo dopo le 18.30 perchè lavoro, ma se serve ad aiutare Tomy, ci sto anche tutta la sera al telefono”. Questo è il numero: 333 2441302. In bocca al lupo, tenero bassotto.

A.S.