Giappone: altissimi livelli di Stronzio nel mare di Fukushima

Fukushima Stronzio nel mare. Ancora enormi problemi sulla costa Nord-Orientale del Giappone dove, l’11 marzo scorso, un devastatante terremoto ha provocato enormi danni al territorio. Il conseguente tsunami, dopo aver travolto interi paesi, ha danneggiato gli impianti di raffreddamento della centrale di Fukushima Daiichi, provocando una crisi nucleare. La Tepco ha ora annunciato la presenza di Stronzio radioattivo nel mare, in misura 240 volte superiore al normale. I dati risalirebbero al 16 maggio. La Tokyo Electric Power ha infatti spiegato che per avere i risultati delle analisi dell’acqua sono necessarie almeno tre settimane. Il fenomeno potrebbe dipendere da elementi radioattivi che hanno raggiunto le falde acquifere vicine ai reattori.

Fauna a rischio. Tecnicamente lo Stronzio-90 può, con l’andare del tempo, legarsi alle ossa del corpo umano, provocando potenzialmente il cancro. Un rischio che però, per quanto riguarda la situazione attuale sarebbe minimo, considerando anche il fatto che la zona è evacuata. I problemi però potrebbero esserci per la fauna marina. E’ infatti da verificare se lo stesso fenomeno che si verifica nel corpo umano è possibile avvenga anche a danno dei pesci.

Altri guai per la Tepco. Intanto la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, in caduta libera a livello azionistico, ha annunciato nuovi problemi. I quattro dispositivi progettati per rimuovere elementi radioattivi dall’acqua, come ad esempio il cesio, sono attualmente ancora fermi. I test, inizialmente previsti per il 10 giugno, sono stati infatti rinviati, apparentemente a causa di una perdita di acqua radioattiva da una tubazione. I sistemi avrebbero dovuto entrare il 15 giugno.

A.S.