Referendum: Riaperti il seggi. Si riparte dal 41,1%. Si voterà fino alle 15

Referendum – Riaprono i seggi, si voterà fino alle 15 di oggi. Il dato di partenza è il 41,1%. Gli esperti dicono: “Il quoum sembra a portata di mano”.

I dati alle 22 – Secondo i sondaggisti era importante superare la soglia del 10% alle 12 e del 40% almeno alle 22. Fin ora i numeri tengono bene, la percentuale ieri sera alle 22 era del’41,1%.
La partecipazione maggiore c’è stata al nord, da dove provengono i due leader della maggioranza Berlusconi e Bossi i cui inviti “non andate a votare”, sembrano non essere stati ascoltati.
Tra le Regioni, si è votato molto in Emilia Romagna (49,1%), Toscana (47,9%), Trentino-Alto Adige (45,5%), Valle d’Aosta (44,7), Marche (44,2%). La Lombardia è al 41,5%, il Piemonte al 43,9%, il Lazio al 42,9%. Sotto la media:  Calabria (33,2%), Campania (34,8%), Puglia (35,7%), Sicilia (36,6%),  Basilicata (37,2%), le regioni in cui si è votato di meno.
Tra le province è in testa Reggio Emilia (54,6%), seguita da Firenze (52,7%), Bologna (52,7%), Modena (51,2%), Siena (50,7%), Livorno (50,6%), Pisa (49,1%) e ancora Trento , Forlì-Cesena e Ravenna tutte e 3 sopra il 48%.

Il parere degli esperti – L’analisi degli scorsi referendum conferma una sola cosa: quando si è raggiunto il 10% al primo rilevamento, il quorum è poi stato ottenuto.
Questo perché normalmente, il lunedì va a votare circa il 15/20 per cento dell’elettorato come è accaduto nelle precedenti consultazioni e non referendarie.
Un altro aspetto è da considerarsi: nelle ultime settimane la campagna referendaria è diventata teatro di uno scontro politico tra maggioranza e opposizione, come se i quesiti riguardassero più Roma che i cittadini. Questo ha portato alle urne già nella giornata di domenica i più politicizzati, quelli la cui linea è dettata dal partito.
Altro fattore, il voto degli italiani all’estero, il cui numero totale (3.300.496) corrisponde al 6,5% totale dell’elettorato. Giovedì sarà la Cassazione ad esprimersi.

Matteo Oliviero