Tutankhamon sepolto troppo in fretta?

Sepoltura affrettata – A quanto pare, la sepoltura del più famoso faraone egizio sarebbe stata eseguita in fretta. A sostenerlo è il professor Ralph Mitchell, microbiologo della prestigiosa Harvard University, e l’indizio principale sarebbe la presenza nella tomba di molte macchie marrone scuro che rovinano i dipinti e gli arredi. Per oltre un secolo gli studiosi hanno cercato di comprendere la natura di queste macchie, ma Mitchell pensa che siano un valido indizio del fatto che il faraone fu sepolto in fretta, senza nemmeno lasciar asciugare gli affreschi della tomba.

Visitatori e rovine – Lo studio è nato dal fatto che le frotte di turisti che arrivano nella tomba ad ammirare le spoglie del giovane signore d’Egitto potrebbe causare danni irreparabili alle preziose decorazioni; per questo le autorità egiziane hanno chiesto aiuto ad Harvard. Inoltre, è stata richiesta un’attenta analisi di queste macchie in modo da determinare cosa possano essere ed anche se possano rappresentare un pericolo per la salute dei turisti stessi oltre che della tomba e del suo contenuto.  Le macchie sono state analizzate, ed i risultati mostrano la presenza di melanina, che è un tipico sottoprodotto del metabolismo dei funghi (ma anche dei batteri), e tuttavia gli studiosi non sono ancora riusciti ad identificare il possibile “colpevole”. Quello di cui sono certi, dice Mitchell, è che qualsiasi cosa abbia lasciato le tracce, è ormai morta da millenni. O quantomento “non attiva”.

Indizi dai funghi – Ma un altro risultato della ricerca sarebbe la prova che la sepoltura di Tutankhamon sia stata affrettata. In pratica la morte del sovrano colse impreparati gli amministratori, che furono costretti ad eseguire i riti previsti e quindi seppellire le spoglie mortali del faraone, insieme con le offerte funebri di cibo, incenso e birra, in una tomba ancora umida. Tutti questi fattori hanno portato alla proliferazione di qualche tipo di muffa, proliferazione che è durata finchè la tomba non si è completamente seccata. Oggi le macchie che rovinano i preziosi dipinti non sono che segni di quell’epoca lontana, ma ancora una volta un antico mistero è stato parzialmente svelato dalla moderna ricerca.

Marco Signore