E il Cav mostra a Netanyahu il bunga bunga neoclassico

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ha rinunciato alla sua proverbiale comicità neanche nel nefasto (per lui) giorno del trionfo dei sì referendari. A conclusione della conferenza stampa tenuta ieri a palazzo Madama insieme al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il premier  si è infatti congedato dai giornalisti con una battuta di spirito destinata ad arricchire la già corposa antologia a riguardo. “Il presidente Netanyahu mi ha chiesto di chi fosse il quadro alle nostre spalle – ha detto il Cavaliere indicando un grande dipinto di gusto neoclassico – Il quadro è di Andrea Appiani e rappresenta il bunga bunga del 1811. Quello là sono io – ha continuato riferendosi alla figura del Dio Apollo circondato dalle Muse – e questo si chiama Mariano Apicella“.

Il bunga bunga di Appiani – E adesso il Cavaliere si riscopre anche amante dell’arte. Nella conferenza stampa seguita ieri all’incontro bilaterale con Benjamin Nethanyahu, Silvio Berlusconi ha dato prova di grande preparazione e di incontenibile autoironia. “Chiudo con una notazione culturale – ha detto il premier – Il presidente Netanyahu mi ha chiesto di chi fosse il quadro in originale alle nostre spalle. Il quadro è di Andrea Appiani e rappresenta il Parnaso, ovvero – ha spiegato Berlusconi – il bunga bunga del 1811. Quello là sono io e questo si chiama Mariano Apicella“.

Autoironia incontenibile – La tela, che campeggia nella grande sala di palazzo Madama, raffigura un lieto convivio di Apollo Citaredo (il premier) circondato da Muse di plastica bellezza (le olgettine girls?). Un trionfo di eleganza e armonia culminante nella figura centrale del dipinto: Parnaso, il dio seminudo che – nella rivisitazione berlusconiana – andrebbe ricondotto al popolare cantautore napoletano, Mariano Apicella. “Grazie a tutti – ha quindi concluso ieri il premier tra le risate e gli imbarazzi dei presenti – e ricordate di non prendere mai sul serio chi si prende troppo sul serio. L’autoironia è sempre fondamentale”.

Maria Saporito