La Lega si divide su Berlusconi. Pontida segnerà la fine dell’alleanza?

Roma – Dopo il voto del referendum la Lega si divide. Molti malumori per l’alleanza con Berlusconi, soprattutto nella base. Spunta l’ipotesi di un cambio di vertice.

Elezioni e referendum – Due colpi micidiali per la maggioranza, alle ultime elezioni amministrative il nord cambia faccia, Lega e Pdl perdono consensi ovunque. E’ la prova che la base dei partiti si allontana sempre di più.
Il quorum ai referendum del 12 e 13 giugno rischiano di segnare una svolta nell’alleanza Lega – Pdl. Nonostante gli appelli al non voto di Berlusconi e Bossi sono molti gli elettori che si recano alle urne facendo raggiungere al quorum un 57% circa. I votanti non erano solo di centrosinistra, c’erano molti leghisti e molti pidiellini alle urne, molti dei quali hanno votato i quattro sì.
Questo è il segnale di pericolo che ha fatto sboccare Calderoli ieri, che commentando i risultati dei referendum ha esordito dicendo che la “Lega è stufa di prendere sberle”.
La Lega perde continuamente consensi, non sono bastate le promesse dei Ministeri al nord, la base leghista è in subbuglio. Nel mirino soprattutto le leggi ad personam votate anche dalla Lega, come lo stesso legittimo impedimento, l’intervento in Libia, la mancanza di una politica sull’immigrazione, la mancanza del federalismo fiscale, l’aumento del debito pubblico e della disoccupazione, le promesse di ridurre le tasse, insomma gli elettori non perdonano.

“O ci smarchiamo o è la fine” – Il Ministro Calderoli ieri è tornato a chiedere una riduzione della pressione fiscale per le aziende del nord, in particolare piccole e medie imprese, trasferimento di alcuni ministeri in Piemonte, Lombardia e Veneto. “Ai nostri non interessa”, è stata la risposta del Ministro Roberto Maroni che lancia la sua ricetta per evitare la fine: “Berlusconi deve iscriversi nella categoria dei coraggiosi e lanciare un programma ambizioso e deve farlo adesso, il 22 giugno davanti alle Camere altrimenti si va a votare”.
Ma potrebbe non bastare, a Pontida, di fronte alla maggioranza dei propri elettori la Lega non potrà portare altre promesse, come quelle dette fin qui. Qualcuno ipotizza un cambio al vertice. Fino a qualche mese erano solo voci di corridoio, ma dopo i risultati amministrativi l’ipotesi prende piede. O si cambia interlocutore, magari meglio Alfano di Berlusconi o sarà Bossi a cedere il passo. Ma Berlusconi non ha alcuna intenzione di farsi da parte, nemmeno dopo “le sberle”, ricevute.

Matteo Oliviero