La Lega vuole riconquistare il Nord: bonus a insegnanti che non si spostano

All’indomani dell’ennesima sconfitta elettorale – seppure camuffata dalle più rassicuranti vesti del referendum dove un sì e un no non vengono apposti sopra un simbolo di partito – nel centrodestra c’è chi pensa a come provare a far quadrare il cerchio della delusione, serrando le file all’interno della maggioranza, nel timore che qualcuno possa cedere alla frustrazione di una primavera politicamente nefasta per il Governo, e chi invece, accettato il verdetto delle urne, non vuole perdere tempo ma programmare le nuove mosse per tornare a fare breccia nei cuori di chi ha perso fiducia.
Il partito su cui è posta maggiormente l’attenzione è sicuramente la Lega Nord. A distanza di diciassette anni dalla caduta del primo governo Berlusconi, il Carroccio, secondo alcuni, potrebbe ripetere la storia, svincolandosi dal Popolo della Libertà: accompagnare il Premier nei prossimi mesi potrebbe essere una scommessa che, se vinta, darebbe a Bossi un peso politico mai avuto prima, ma potrebbe anche rivelarsi una mossa troppo azzardata che, qualora le cose andassero male, rischierebbe di far crollare le conquiste leghiste in termini di consenso. Il pensiero va al Su popolo del nord, quello delle fabbriche una volta terreno fertile per la sinistra e che invece appena un anno fa si mostrò aperto al pragmatismo verde.

Bonus insegnanti – Ed è proprio nell’ottica di rimboccarsi le maniche e, a testa bassa, rilanciare il vecchio credo padano che bisogna interpretare la proposta fatta dalla Lega Nord tramite un emendamento al decreto Sviluppo, da domani andrà nell’aula di Montecitorio. Il  Carroccio vuole agevolare gli insegnanti che decidano di rimanere nella provincia di residenza, assegnando un bonus di 40 punti in graduatoria. Un modo, dunque, per tentare di dissuadere maestri e professori del meridione a cercare lavoro al nord, un escamotage per combattere la concorrenza interna. Un deja-vu di secessionismo, almeno in fatto di istruzione: d’altronde, abbandonarsi alla nostalgia dei tempi andati, si sa, è una tentazione forte quando il presente non sorride.

Simone Olivelli