Melania, soldatessa della caserma di Parolisi arrestata per camorra

Sembra non esserci pace per la caserma ‘Clementi’ che ospita il 235° Reggimento Piceno: dopo il possibile coinvolgimento nel giallo di Ripe di Civitella, dove il 20 aprile scorso venne ritrovato il cadavere di Melania Rea, la ventinovenne uccisa con numerose coltellate per motivi che potrebbero essere legati, in qualche maniera al mondo militare, considerato il fatto che il marito della vittima, Salvatore Parolisi, è caporalmaggiore proprio ad Ascoli Piceno, risale a pochi minuti fa un lancio dell’agenzia Ansa in cui si dà notizia dell‘arresto per camorra di una soldatessa venticinquenne.

Interna al clanLaura Titta è stata oggi arrestata insieme ad altre dieci persone dai carabinieri della compagnia di Aversa con l’accusa di favoreggiamento nei confronti del boss della camorra Giuseppe Setola. La donna è stata ritenuta dagli inquirenti “insospettabile” ma con un “ruolo importante nella logistica del clan”.
Setola, capo clan dei Casalesi, fu arrestato il 14 gennaio di due anni fa a Mignano Montelungo, ai confini tra la provincia di Caserta e di Frosinone. Considerato all’epoca uno dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia, il boss venne preso dopo un anno di latitanza e dopo essere sfuggito alla cattura pochi giorni prima facendo perdere le proprie tracce scappando attraverso le condutture fognarie.
Per lui le accuse, che lo hanno portato alla condanna all’ergastolo, furono di omicidio di almeno tre imprenditori, associazione per delinquere di tipo mafioso e strage, quella di Castel Volturno dove nel settembre del 2008 la camorra uccise, per errore, sei immigrati. All’indomani dell’accaduto, centinaia di extracomunitari che vivevano nella zona scatenarono una rivolta popolare per protestare contro il sistema malavitoso che opprimeva la realtà del paese del casertano.

S. O.