Melania, testimone: Parolisi raccolse oggetti per strada a Folignano

Finché luce non verrà fatta, fin quando non verrà trovato il colpevole o almeno inquadrata in maniera più decisa l’inchiesta, il delitto di Melania Rea e il mistero che lo circonda diverranno terreno fertile per le ipotesi più strane, le indiscrezioni più sibilline e per possibili presunti testimoni che dichiareranno di essere a conoscenza di qualcosa di scottante.
Il copione non è nuovo, anzi, in tutti i casi di cronaca nera, che sono stati ampiamente trattati da giornali e televisioni: realtà e finzione si sono sempre rincorse così da creare nuove speranze e pronte smentite, confusione e ambiguità. Scelte mediatiche poco ortodosse ma forse anche la naturale conseguenza dell’attesa di risposte che la giustizia a volte pare non riesca a dare.

Il campo sportivo – Un’agenzia stampa, ieri, ha diffuso la notizia dell’esistenza di un presunto testimone di Folignano che avrebbe raccontato agli inquirenti di essersi imbattuto, lo scorso 3 giugno, in Salvatore Parolisi, il marito della vittima che per molti rimane il principale, e al momento forse l’unico, sospettato dell’omicidio.
Il caporalmaggiore dell’esercito quel giorno si sarebbe trovato nei pressi di un campo sportivo in località Villa Pigna, a pochi chilometri da dove Parolisi viveva in maniera, si suppone, pacifica con la moglie fino a quel tragico 18 aprile scorso quando Melania scomparve per poi essere trovata senza vita a Ripe di Civitella due giorni dopo: il testimone avrebbe visto il vedovo intento a raccogliere alcuni oggetti sparsi per la strada e tra di essi, forse, vi era anche un telefonino.
Al momento però, bisogna sottolinearlo, si tratta soltanto dell’ennesima indiscrezione che, se non suffragata da altri dati o direttamente confermata dagli stessi inquirenti, lascerà il tempo che troverà. Tempo che, per chi desidera sapere come siano andate davvero le cose, sembra passare troppo lentamente o troppo in fretta. Comunque, almeno per il momento, inutilmente.

S. O.