Processo Berlusconi, Boccassini: Attacco militare in questura per liberare Ruby

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

Ilda Boccassini, il pm che guida l’accusa nel processo a carico di Silvio Berlusconi, accusato di prostituzione minorile e concussione, ha oggi preso la parola davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano per ribattere alle ‘eccezioni‘ presentate dagli avvocati difensori del presidente del Consiglio.
Il magistrato, nativa di Napoli, ha scelto di utilizzare una metafora molto forte per descrivere ciò che accadde presso la questura del capoluogo lombardo, nella notte tra il 28 e il 29 maggio del 2010. Erano le ore in cui una diciassettenne di nome Karima El Mahroug, di nazionalità marocchina, venne portata negli uffici di via Fatebenefratelli con l’accusa di furto ma furono soprattutto i momenti in cui la concitazione, manifestata prima telefonicamente dal premier Berlusconi direttamente da Arcore e poi fisicamente dalla consigliera regionale Nicole Minetti, fece sobbalzare il funzionario della Questura, Pietro Ostuni, che a detta della Boccassini si trovò al centro di pressioni paragonabili a un “attacco militare“. La diciassettenne doveva essere data in custodia a persone di fiducia del Premier perché si trattava della nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak, ma in verità, secondo gli inquirenti, gli unici motivi all’origine dell’ansia dell’entourage di Silvio Berlusconi erano ricollegabili al fatto che Karima, conosciuta dai più come Ruby Rubacuori, avesse più volte frequentato la residenza di Arcore, vendendo il proprio giovane corpo in cambio di denaro e favori.

Intercettazioni – La Boccassini ha oggi avuto modo di rispondere a quanto detto nei giorni scorsi dai legali del Premier, secondo i quali la magistratura avrebbe fatto un uso illecito delle intercettazioni: “Non troverete alcun atto in cui si dice che un elemento di prova è uno dei 64 contatti tra Ruby e il presidente del Consiglio – ha dichiarato il pm – Era palese che c’erano persone che si prostituivano nel corso delle serate nella residenza del Premier”.
Il magistrato ha poi sottolineato che l’indagine non è partita concentrando la propria attenzione sulla figura di Berlusconi ma anzi “iniziò con accertamenti sui rapporti tra Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede in relazione al reato di induzione alla prostituzione anche minorile”.

Tra un mese l’altra udienza – Nell’attesa che giungano le prime reazioni da parte degli avvocati che curano gli interessi dell’imputato Berlusconi, il processo è stato aggiornato al 18 luglio, giorno in cui i giudici si pronunceranno sulle eccezioni preliminari.

Simone Olivelli