Referendum: piazze in festa senza partiti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:48

Balli e canti a squarciagola: così gli elettori hanno scelto di festeggiare ieri a Roma la vittoria dei referendum. In una piazza Bocca della Verità gremita, una folla festante si è radunata per seguire lo spoglio delle schede e  urlare al successo finale firmando slogan e scanzonate coreografie. Entusiastici i commenti dei tanti accorsi, che hanno sottolineato il ritorno alla partecipazione e alla volontà di decidere attivamente del proprio futuro.

La vittoria della gente – “Per favore togliete le bandiere di partito: lasciateci festeggiare questa vittoria lunga parecchi anni”. Con queste parole, un promotore dei comitati referendari, salito ieri sul palco allestito a Roma in piazza della Bocca della Verità per festeggiare il trionfo appena consegnato dalle urne, ha invitato il popolo festante a sgombrare il campo da “etichettature” politiche inopportune e fuorvianti. Un invito che è stato accolto tempestivamente dalla gente senza innescare la benché minima polemica. I cittadini-elettori che si sono ritrovati ieri in uno dei luoghi simbolo della Capitale hanno voluto dirlo chiaro: questa è la nostra vittoria e nessun partito politico potrà “metterci il cappello”.

Partecipazione ed entusiasmo – Tra i trenini e le bollicine di champagne appena stappato, i commenti non si sono contati: “E’ un risultato che aspettavamo da anni – ha spiegato un ragazzo – l’Italia ha scelto di risvegliarsi dal torpore”. “Le persone – gli ha fatto eco un’amica – si sono ricordati che è possibile decidere e fare politica dal basso“. E sta proprio nella straordinaria partecipazione popolare il successo più bello incassato dai comitati referendari, che per mesi si sono impegnati a veicolare informazioni che i media più titolati hanno centellinato maliziosamente, nella speranza di boicottare il raggiungimento del quorum.

La rivoluzione parte dal basso – Ma così non è stato ed è per questo che la gente ha preteso di festeggiare da sola, senza dividere il proprio successo con nessuno. Almeno per il momento. “Oggi i conti si fanno con questo movimento – ha spiegato uno dei fondatori dei comitati referendari – perché soltanto noi abbiamo dimostrato che la rivoluzione dal basso si può fare”.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.