Bce: Ue a rischio contagio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:50

La relazione semestrale della Banca centrale europea evidenzia il fattore “destabilizzante” rappresentato dalla quantità di titoli degli Stati ‘periferici’ nel portafoglio delle banche dell’Unione e il pericolo di un effetto contagio che potrebbe intaccare la stabilità finanziaria dell’eurozona.
Per la Bce il quadro della stabilità finanziaria dell’Ue, infatti, “è rimasto molto impegnativo” e per il terzo anno di fila dopo la crisi scoppiata nel 2008 “i rischi sono ancora prevalenti”.

Allarme contagio. Nella sua Financial Stability Review la Bce nota come le difficoltà per il programma di consolidamento della Grecia “sono cresciute” rispetto al rapporto dello scorso dicembre e, in questo scenario, il pericolo principale per la stabilità finanziaria dell’eurozona è lo stretto legame fra il settore pubblico e le banche, con queste ultime che hanno in portafoglio non pochi titoli di Stato dei Paesi “periferici” così da rappresentare proprio il veicolo “per creare effetti di contagio”.
Per questo, sottolinea la Bce, una ristrutturazione del debito greco avrebbe “conseguenze potenzialmente molto pericolose” per il Paese e per il suo sistema bancario e tutti i Paesi più a rischio dovrebbero mettere in piedi al più presto una serie di riforme “senza indugi” per il miglioramento dei loro fondamentali economici.

Rischio bolla immobiliare. Il rapporto solleva l’allarme di possibili nuove perdite per le banche legate al processo di aggiustamento dei prezzi delle attività legate agli immobili.
“In alcuni paesi – si legge in esso – i prezzi degli immobili residenziali continuano ad essere sopravvalutati sebbene il fenomeno sia in fase decrescente”. Nel quarto trimestre del 2010 e nel primo del 2011 si registra, sempre secondo il documento dell’istituto centrale, una tendenza dei prezzi degli immobili in rientro dai picchi del 2007. Rispetto al trend di lungo periodo delle quotazioni, partendo dai dati del 1985, in Francia il prezzo degli immobili resta circa il 30% sopra la media, mentre nel 2007 si era al 45%, in Spagna si viaggia il 15% sopra la media, contro il 40% del 2007, in Olanda si è scesi dal 25% a circa il 10%, in Italia dal 20% a poco oltre il 10%. Sotto la media, infine, i prezzi delle case in Portogallo, Austria e Germania.

M.N.

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