F1, Hamilton e Red Bull: cosa c’è di vero

F1, il caso Hamilton – L’incontro privato e senza intermediari tra il team manager Christian Horner e il pilota Lewis Hamilton vi è stato. Ovviamente non si sa nulla su gli argomenti trattati, ma nel paddock del Canada più di una volta si è sentito la parola “mercato“, disegnando Lewis vestito di tuta blu sfoggiando al centro la scritta “Red Bull“. Un fatto che ha rafforzato quanto pensato e più volte auspicato nei mesi precedenti, addirittura già durante i test invernale causa la evidente crisi tecnica della Mclaren (poi brillantemente superata). Ma il talento cresciuto a Woking, scoperto ed accudito con amore da Ron Dennis e sbarcato in F1 come nuovo leader dello storico team inglese, davvero potrebbe approdare nel team che porta il nome di una lattina? Si e no.

Perchè no – Innanzitutto i tempi non sono abbastanza maturi per avere un vero e proprio mercato piloti aperto ed acceso, ma si possono mandare ugualmente dei segnali alle varie parti in causa, così da aumentare il proprio valore e smuovere un pò gli animi e preoccupazioni. Quello che è certo è che Hamilton resterà in Mclaren anche nel 2012 e il rinnovo è la prima opzione da prendere in considerazione. L’inglese dovrà prima leggere ed analizzare l’offerta del suo team e solo dopo sondare il terreno esterno, tenendo bene in testa l’obbiettivo  finale: competitività. Lewis vuole vincere, giocarsi vittorie e mondiali, potersi battere alla pari con i miglior top-driver della categoria. Se la Mclaren riuscirà a garantirgli ciò allora la sua firma è praticamente scontata. Ma il genio di Adrian Newey fa davvero paura.

Perchè si – Martin Whitmarsh era più che sicuro di vedere la sua vettura fare la differenza, grazie a innovazioni e scommesse importanti. Ma nella realtà la Mp4/26 è si forte, ma ancora di un gradino sotto rispetto ai campione del mondo. Tutto grazie ad un minuzioso lavoro di perfezionamento fatto da Newey, in grado di creare ancora una volta una monoposto velocissima. E questo fa gola a Lewis, stufo di dover inseguire e faticare senza poter in alcun modo puntare al gradino più alto del podio. Inoltre, come dice David Coulthard: “Lewis ha un tremendo bisogno di cambiare aria. E’ giunto il momento di provare qualcosa di nuovo. Ha bisogno di lasciare quello che per lui è un nido e cercare stimoli e vittorie altrovePensiero condivisibile, ma ancora è troppo poco. Per ora Hamilton rimane a tutti gli effetti un pilota Mclaren. Se poi nel 2012 i bocconi amari saranno troppi (e non per colpa sua), allora vederlo sedere su una monoposto non cromata non è per nulla improbabile. Anche se poi dovrà convivere con un certo Sebastian Vettel, gioia e soddisfazione del grande capo Mateschitz.

Riccardo Cangini