Il Governo che insulta i cittadini: psicanalisi di un centrodestra allo sbando

E’ una primavera strana. Si fa un gran parlare dell’Italia e del suo popolo: cosa pensano gli italiani? Si sono svegliati, grazie anche a un nuovo presunto vento che secondo molti spirerebbe da poco più di due settimane? Hanno deciso di voltare sempre più in fretta le pagine di un libro che sembrava non giungere mai a una fine? Oppure il nostro è diventato il Paese degli ex ‘coglioni‘ oggi senza cervello, dei perditempo, di coloro che, non avendo un posto di lavoro stabile, costituiscono “la parte peggiore” del tessuto nazionale?
Tempi di psicanalisi collettiva, di tanti punti interrogativi e altrettanti di sospensione che nascondono, forse, i germi di quelli esclamativi. I punti che una volta venivano chiamati di ammirazione. Ed è proprio quest’ultimo, il sentimento che gli italiani – al di là della collocazione individuale di ognuno all’interno dello spettro cromatico della politica – potrebbero provare sempre meno nei confronti dell’attuale Governo.

Sbandamenti difensivi – Il centrodestra sembra aver perso un po’ la bussola: non passa giorno che uno dei suoi esponenti, tra ministri e parlamentari, non si faccia notare per uscite fuori luogo, il più delle volte costituite da insulti rustici che non depongono a favore di chi sostiene di avere tutte le carte in regola per portare a termine la legislatura nel migliore dei modi.
Capire come mai la maggioranza stia incorrendo in così tanti passi falsi a livello di comunicazione non è impresa da poco: probabilmente c’entra la mancanza di abitudine alla sconfitta da un paio di anni a questa parte, ma lo stupore rimane tale che, con i tempi che corrono e se si parlasse di calcio, verrebbe da suggerire un’indagine per presunte combine. Ma la politica nostrana, al di là delle metafore tanto care al Premier e al cambio di casacca di numerosi parlamentari, ha poco a che vedere con lo sport, specialmente in fatto di fair play, così non rimane altro che assistere incuriositi nell’attesa di vedere quali saranno le reazioni dei cittadini a chi – scegliete voi tra il ministro Brunetta, il presidente del Consiglio Berlusconi o l’onorevole Stracquadanio – in spregio di coloro che vivono in condizioni meno privilegiate rispetto a chi fa il politico, dispensa insulti quotidianamente come fosse manna dal cielo avvelenata e in quantità tale da averne già le tasche piene.
Modi alternativi di combattere la crisi.

Simone Olivelli