Sondaggio Ipr Marketing: Centrosinistra in vantaggio al 42%. Cala la fiducia nel premier

Roma – Secondo le ultime rilevazioni la coalizione composta da Pd, Sel, Verdi, Idv, Psi e radicali è al 42,5%. Pdl e Lega si fermano al 39%. Terzo Polo al 13%. Malissimo il gradimento del premier che scende al 29%.

I sondaggi – Il referendum non era un voto politico, è quanto il Pdl porta avanti in questi giorni, si trattava di quesiti, a parte il legittimo impedimento, che riguardavano i cittadini e il loro futuro.
Il raggiungimento del quorum non è quindi, secondo la maggioranza, un segnale verso il governo o verso Berlusconi, almeno non quanto lo sono state le ultime elezioni amministrative, concluse con la disfatta della maggioranza e l’incertezza sul futuro del governo.
I sondaggi sono fondamentali nella politica, lo sa bene Berlusconi che non faceva altro che citare percentuali sul suo gradimento in Italia. Gli ultimi invece, sono allarmanti ed esprimono ciò che si è visto nelle ultime elezioni.
Leggendo il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it, si vede un crollo di fiducia in Silvio Berlusconi e nel suo governo.
Al punto che la coalizione di centrosinistra, formata da Pd, Idv e Sel, supera l’asse di maggioranza di circa 3 punti percentuali.
Il centrosinistra (Pd, Idv, Sel, Verdi, Psi e radicali) si attesta al 42,5%, il centrodestra (Pd, Lega e satelliti vari) si ferma al 39%. Il terzo Polo si ferma al 13% (con l’Udc al 7% e Fini al 3,5%). Fuori dai tre blocchi si piazzano Rifondazione e i Comunisti italiani (1,5%) e il movimento Cinque stelle (2,5%).

La fiducia nel premier e nei Ministri – La fiducia in Berlusconi scende al 29%. Una caduta libera provocata dagli ultimi scandali, caso Ruby in testa, i continui attacchi alla magistratura, al Quirinale, alla Corte Costituzionale, ai giornali e tv, la grave situazione economica, le promesse mancate.
Tra i Ministri in testa c’è Alfano, l’uomo che ha l’obiettivo di mettere ordine nel Pdl. Alle sue spalle il ministro dell’Interno Roberto Maroni che supera di un punto il titolare del Welfare Maurizio Sacconi. Da notare il calo secco (-3%) di Giulio Tremonti.

Matteo Oliviero