“Un anno stregato” per Mariapia Veladiano e il suo romanzo “La vita accanto”

E’ Mariapia Veladiano, candidata al Premio Strega 2011 con “La vita accanto” (Einaudi), la prescelta dai ragazzi tra i sedici e i diciotto anni, provenienti da 35 scuole secondarie di Roma e del Lazio insieme alle due classi di Airola (Benevento) e Cagliari. I giovani giurati, riunitisi ieri pomeriggio nella Sala della Protomoteca capitolina, in Campidoglio, hanno dato vita alla fase conclusiva del progetto “2011. Un anno stregato”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale  e con il sostegno di Gioco del Lotto – Lottomatica e Fondazione Roma – Terzo settore.
Con quarantasei preferenze su duecentotrentacinque votanti, la scrittrice vicentina, vincitrice anche del Premio Calvino nel 2010, si è assicurata uno dei voti collettivi previsti dal regolamento dello Strega per designare la cinquina dei finalisti.
«Come dico sempre a scuola, difendere la scrittura equivale a difendere la civiltà, un compito possibile solo attraverso l’ascolto e la comprensione di quello che ci dicono gli altri – ha dichiarato Mariapia Veladiano nel corso della cerimonia di consegna del riconoscimento consegnatole dall’ambasciatore Bruno Bottai, presidente della “Società Dante Alighieri” -. Molti drammi, infatti, derivano proprio da un impoverimento della lingua che impedisce la comprensione reciproca».

Fin dalla prima edizione, la giornata conclusiva di “Un anno stregato” si è rivelato un appuntamento prezioso per individuare i gusti letterari dei più giovani e per confrontare tali nuove tendenze con i risultati del premio Strega istituzionale. Più volte, infatti, la scelta degli studenti si è rivelata profetica: se l’anno scorso è stato Raul Montanari il più votato dai ragazzi, nel 2009 e nel 2008 sono stati Tiziano Scarpa e Paolo Giordano, ancora prima di essere proclamati vincitori dalla giuria degli Amici della domenica, a ricevere dalle mani di Tullio De Mauro, direttore della Fondazione Bellonci, la scheda votata dai ragazzi. Chissà che anche quest’anno non sarà così.

Valentina De Simone