Contraccettivi, sì alla pillola dei 5 giorni dopo

Primo sì alla pillola dei 5 giorni dopo. Il Consiglio superiore di sanità, dopo nove mesi,  ha dato il via libera al contraccettivo d’emergenza. Ha detto sì alla pillola dei 5 giorni dopo (Elle One), il farmaco che agisce entro cinque giorni dal rapporto sessuale considerato a rischio per prevenire una gravidanza indesiderata. La prescrizione del farmaco contraccetivo deve però avvenire esclusivamente dopo il test di gravidanza, poichè sarebbe efficace solo nel caso in cui non è ancora avvenuta la fecondazione. Ora serve l’approvazione dell’Agenzia italiana per il farmaco, che avrebbe già espresso “preoccupazione riguardo alle eventuali conseguenze di un uso ripetuto”. In Europa, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ne ha autorizzato la commercializzazione dal 15 maggio 2009 e il prodotto è attualmente in vendita in Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, mentre negli Stati Uniti d’America la Food and Drug Administration ne ha autorizzato la commercializzazione dal 14 agosto 2010.

Non è un farmaco abortivo. Il farmaco (ulipristal acetato commercializzato come EllaOne dalla HRA Pharma), deve essere preso il prima possibile perchè il suo effetto anti-progesterone abbia effetto inibendo temporaneamente i meccanismi dell’ovulazione. Dunque, è efficace solo se non è ancora avvenuta la fecondazione. Secondo le prime informazioni, il parere del Consiglio superiore di sanità è già stato consegnato al ministro della Salute, Ferruccio Fazio che voleva fare luce sulla compatibilità di EllaOne con la legge 194. Per il Css, non c’è contrasto perché la pillola è un farmaco per la contraccezione d’emergenza e non per l’aborto. Questo per un motivo preciso: l’aborto e’ infatti la rimozione dell’embrione gia’ annidato in utero, cosa che avviene dopo il sesto/settimo giorno da un rapporto potenzialmente a rischio. La nuova pillola è invece utilizzabile nei 5 giorni dopo il rapporto a rischio (successivamente non avrebbe effetto), prima dunque che si verifichi l’eventuale annidamento dell’embrione in utero.La pillola è efficace fino a 120 ore dopo il rapporto sessuale considerato a rischio e impedisce l’inizio della gravidanza.

Le reazioni. In Italia l’EllaOne, ancora prima di essere messo in vendita, fa già discutere. Una decisione, quella del Css, che si aspettava dal mese di settembre e che aveva provocato diverse polemiche. C’è chi però è favorevole alla nuova pillola. “Era ora. Rischiava di diventare una telenovela come quella della Ru416”, ha detto il ginecologo Silvio Viale, primo a sperimentare in Italia la pillola abortiva. “Adesso mi aspetto – ha aggiunto – che il prossimo passo sia l’abolizione della ricetta obbligatoria per la contraccezione di emergenza, come già avviene nei paesi europei e negli Usa. Oggi, addirittura la ricetta è personale e non ripetibile, costringendo così le donne a umilianti pellegrinaggi da un ospedale all’altro. Non c’era alcun motivo scientifico per negare l’autorizzazione alla pillola dei cinque giorni dopo. Il meccanismo è lo stesso delle contraccezioni di emergenza”.

Adriana Ruggeri