P4: Bisignani e la ragnatela con Letta, Verdini e Bocchino

Una fitta rete di relazioni incardinata su uno scambio di informazioni e favori. Sarebbe questo il quadro emerso nel corso dell’indagine avviata dalla Procura di Napoli sulla cosiddetta loggia P4. Nel mirino degli inquirenti è finito Luigi Bisignani, noto faccendiere e uomo d’affari vicino a influenti uomini politici come Denis Verdini, Gianni Letta e Italo Bocchino. Contro Bisignani i pm John Henry Woodcock e Francesco Curcio ipotizzano i reati di associazione per delinquere e associazione segreta. Il faccendiere, con l’aiuto di una “talpa” (ex pm di Napoli), riusciva a consegnare agli amici politici anticipazioni preziose su alcuni procedimenti processuali in cui risultavano coinvolti.

Identikit di un faccendiere – Luigi Bisignani è un influente uomo d’affari, un consigliere ascoltato da ministri e alti dirigenti statali. Non solo: a renderlo ancora più apprezzato agli occhi di molti politici che contano ci sarebbe stato il suo rapporto preferenziale con Alfonso Papa, ex pm di Napoli prestato alla politica, adesso parlamentare del Pdl. Papa, infatti, sarebbe stata la “talpa” capace di consegnare a Bisignani informazioni importanti su alcuni processi che coinvolgevano spesso esponenti di primo piano della politica. Nel calderone finiscono in tanti, a partire da Gianni Letta e Denis Verdini.

Letta informato speciale – “Mi chiedete se io informassi Letta (Gianni, ndr) delle notizie e delle informazioni riservate di matrice giudiziaria comunicatemi da Papa – si legge nei verbali delle deposizioni rese da Bisignani ai pm di Napoli – A tal riguardo vi dico che sicuramente parlavo e informavo il dottor Letta delle informazioni comunicatemi e partecipatemi dal Papa e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente, come la vicenda riguardante il Verdini (Denis Verdini), come la vicenda inerente al procedimento che riguardava lui stesso (e cioè il Letta) e il Chiorazzo e come, da ultimo, la vicenda inerente al presente procedimento”.

Verdini volano per la politica – Quanto a Denis Verdini: “A proposito del Verdini – dichiara ancora il faccendiere agli inquirenti – tengo a precisare che il Verdini medesimo cominciò a stringere i suoi rapporti con il Papa, che fino a quel momento aveva calcolato poco, da quando il Papa stesso cominciò a proporre il suo interessamento e la sua possibilità di intervento sulle vicende giudiziarie che riguardavano lo stesso Verdini”. E ancora: incalzato dai pm sulla “ricompensa” richiesta da Alfonso Papa in cambio della trasmissione di informazioni così delicate: “Alfonso Papa – spiega Bisignani – chiese a me di appoggiare la sua candidatura alle elezioni del 2008 e io vi dico che effettivamente ne parlai con Verdini che compilò le liste. Alfonso Papa aveva notizie riservate anche sull’indagine P3 e ciò per via del Verdini. Non c’è dubbio che i canali informativi del Papa – aggiunge il faccendiere – erano prevalentemente nella Guardia di Finanza“.

Un  maresciallo tra le fonti – E tra i nomi delle persone che – all’interno delle forze dell’ordine – aiutarono l’ex magistrato napoletano a “smerciare” informazioni così importanti compare quello del maresciallo Enrico La Monica, latitante in Senegal: “Quanto a La Monica – si legge ancora nei verbali relativi alle dichiarazioni di Bisignani – il Papa mi parlava di questo suo amico maresciallo dei carabinieri che era persona introdotta negli ambienti giudiziari in grado di assumere notizie riservate riguardanti procedimenti penali; il Papa mi ha detto più volte che il maresciallo era una delle sue ‘fonti’“.

La proposta indecente – E il suo rapporto personale con Alfonso Papa? “Conobbi occasionalmente il Papa e strinsi rapporti con il Papa quando ebbi alcuni problemi giudiziari con la Procura di Nola – spiega Bisignani – riferiti alla dottoressa Tucci, cui io ero legato, e riferito a vicende societarie di società nel Nolano. Da quel momento – precisa ancora il dirigente – il Papa cominciò a proporsi per darmi notizie; il Papa insomma da una parte si proponeva e proponeva di adoperarsi nel mio interesse e dall’altro mi dava indicazioni spesso infondate”.

L’amicizia con Bocchino – E come se non bastasse, a rendere ancora più intricata la matassa interviene il rapporto amicale tra Luigi Bisignani e Italo Bocchino, chiamato in ballo dal faccendiere nel corso dei lunghi interrogatori con i pm di Napoli. Secondo quanto riferito da Bisignani, infatti, Bocchino lo avrebbe avvisato dell’avvio di un’inchiesta (a Napoli) su Alfonso Papa e avrebbe domandato all’amico se potesse risultare coinvolto in registrazioni telefoniche compromettenti. “Un giorno l’onorevole Bocchino, mio caro amico – riferisce ancora Bisignani – mi disse di avere appreso che Papa era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardavano alcune schede procurate e diffuse da Papa. In quel frangente anzi mi chiese se io avessi avuto una di tale schede telefoniche”.

Precisazioni di un finiano – Versione parzialmente smentita dal numero due di Fli: “L’affermazione di Bisignani – dichiara Italo Bocchino ai magistrati – risulta imprecisa e credo che il Bisignani abbia riassunto più nostri colloqui: ricordo che in un primo tempo io mi limitai a dire al Bisignani che vi erano semplicemente delle voci generiche e vaghe su talune attenzioni giudiziarie sull’onorevole Papa da parte della Procura di Napoli. Ricordo invece che della vicenda delle schede intercettate – continua il finiano – io parlai con il Bisignani successivamente dopo che tale notizia era uscita sui giornali. In precedenza erano solo rumors e boatos e non ricordo da chi con precisione”.

Maria Saporito