Arabia Saudita: donne in auto contro il divieto di guida

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:45

Arabia, donne al volante. In principio fu Manal Al-Sharif. Un video postato su youtube riprendeva la ragazza 32 enne guidare un’auto in pieno centro cittadino, discutendo con un’amica di quanto non fosse giusto il divieto di guidare per le donne attualmente vigente in Arabia Saudita. Un provvedimento apparentemente non gradito nemmeno dal Re in persona Abdullah, che aveva disposto la scarcerazione della donna, in un primo momento arrestata. Manal aveva conseguentemente promesso di non farlo più e di abbandonare la protesta. Un messaggio che ha avuto forse l’effetto contrario di quello sperato da qualcuno.

Women2drive, secondo atto. Questo il nome della campagna lanciata sui social network, giunta probabilmente alla sua seconda fase. Se Manal, forse non guiderà più, a prendere l’auto e farsi un giro ci hanno pensato diverse altre attiviste, al grido di “guidate, guidate a lungo”, in aperta sfida col divieto vigente. Tra esse anche la moglie del giornalista Tawfiq Alsaif, che come riporta l’Agi, non ha mancato di scrivere il tutto su Twitter. Qualche settimana addietro, l’opinione pubblica rimase piuttosto colpita dall’arresto di Manal e ciò, oltre ad iniziative popolari confluite in petizioni diffuse tramite facebook, ha generato nuovo vigore nelle attiviste arabe, che per muoversi attualmente devono necessariamente servirsidi un autista.

Picchiate le mogli insubordinate. Sarebbe questa la contro-campagna lanciata dai conservatori, che invitano appunto i mariti ad usare violenza sulle donne che “oseranno” mettersi al volante. Un invito che apparentemente contrasta con la posizione dello stesso Re, che ha assunto una posizione decisamente morbida rispetto alla questione donne alla guida. Una protesta di fatto, senza esibizionismi e senza per forza andare contro il potere costituito, ma che rivendica a gran voce un diritto fondamentale di ogni essere umano, la libertà di movimento.

A.S.