Berlusconi: Dal 28 giugno lampedusano anch’io

Nei giorni difficilissimi delle migrazioni maghrebine, con l’isola di Lampedusa messa in ginocchio, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, giunse per promettere mari e monti agli isolani sfiniti. Nell’interminabile elenco mise anche l’intenzione di diventare presto un lampedusano attraverso l’acquisto di una splendida villa situata in località Cala Francese. Poi il silenzio e il sospetto che quell’acquisto non si sarebbe concretizzato mai. Fino a ieri, quando nel corso della conferenza stampa seguita al Cdm, il premier ha scandito: “Il 28 giugno stipulerò il rogito della villa che avevo scelto sull’isola”. Promessa mantenuta, dunque. E i provvedimenti annunciati per rilanciare l’economia di Lampedusa sono già stati accolti con entusiasmo dal sindaco, Bernardino De Rubeis.

Un lampedusano in più – “Il 28 giugno stipulerò il rogito della villa che avevo scelto sull’isola, che è stata sdemanializzata. C’era questo impiccio ed è stato tolto di mezzo dai proprietari. Così sarò un lampedusano anch’io“. Silvio Berlusconi è raggiante: nel corso della conferenza stampa convocata ieri a conclusione del Cdm, ha potuto rispondere per le rime a quanti malignavano sulla sua presunta ennesima “promessa da marinaio” (è proprio il caso di dirlo). Dopo l’annuncio, consegnato qualche mese fa ai lampedusani provati dai continui arrivi dei migranti nordafricani, è infatti giunta la conferma, sulla quale in pochissimi avrebbero scommesso.

La villa e l’aeroporto – La casa, che andrà ad arricchire il già vasto parterre di residenze private del Cavaliere, si chiama Villa Due Palme ed è stata edificata da un aristocratico siciliano in località Cala Francese. Una struttura elegante (seppure un po’ malandata) con vista mozzafiato sul mare, ma localizzata vicino all’aeroporto. Proprio la vicinanza all’aerostazione aveva spinto i più malfidati a credere che il premier avesse deciso di rinunciare al suo acquisto, prendendo come pretesto i problemi demaniali riscontrati immediatamente dopo il suo annuncio sull’isola. Ma così non è stato.

Iniziative pro Lampedusa – “Dal 28 giugno – ha scherzato ieri Berlusconi – non potrò più firmare ordinanze di Protezione civile a favore dell’isola: sarei in conflitto d’interesse, visto che sarò lampedusano”. E a restituire “smalto” alla rigogliosa isola della Sicilia potrebbero essere anche le iniziative con le quali l’esecutivo intende rilanciare l’economia di Lampedusa. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha per esempio previsto la sospensione del pagamento di tributi e mutui e proposto che l’isola diventi zona franca, ma la sua richiesta non ha al momento ottenuto il placet dell’Europa.

Le speranze di De Rubeis – Quanto a “O’ Scià”, il noto evento musicale organizzato a Lampedusa da Claudio Baglioni (anche lui proprietario di una casa sull’isola) dal 2003, il sindaco Bernardino De Rubeis, ha ottenuto rassicurazioni da parte del governo riguardo al suo rifinanziamento. “O’ Scià e Baglioni – ha spiegato il primo cittadino – sono un elemento importantissimo per la storia di Lampedusa e non sarebbe stato giusto vederne la fine proprio in un momento così importante per le nostre isole”. E ancora: “Sabato, terremo un pubblico comizio a Lampedusa – ha annunciato De Rubeis – e successivamente a Linosa, per confortare i nostri concittadini e portare al popolo sovrano risultati tangibili. Il problema della immigrazione clandestina è un problema europeo e non è giusto che ancora oggi, tutto il peso di questo evento epocale – ha concluso – sia quasi esclusivamente sulle nostre spalle”.

Maria Saporito