Brunetta a Il Fatto: Non mi pento, era un agguato. Io unico insultato (VIDEO)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:29

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, dicevano i latini. Essi non ebbero modo di conoscere il ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione del quarto governo di Silvio Berlusconi, ma nonostante ciò, vedendone le sembianze, Renato Brunetta potrebbe somigliare a un satanello ancor più del luciferino Ignazio La Russa, inquilino del Palazzo Baracchini. Fossimo dei vignettisti, non avremmo dubbi su come ritrarre il primo consapevoli, però, di incorrere nell‘ira di colui che sembra poco avvezzo al dissenso e alle provocazioni. Anche quelle legittime.
Il ministro della Pubblica Amministrazione è riuscito ad attirare contro sé una
petizione on line, che ne chiede le dimissioni, a causa dell’uscita fuori luogo di cui si è reso protagonista due giorni fa quando, riferendosi ad alcuni precari che si erano permessi di rivolgergli pubblicamente alcune domande, ha pronunciato le seguenti parole: “Questa è l’Italia peggiore“.

Nessun pentimento – Brunetta, dopo un primo tentativo di legittimare la propria reazione spiegandone le ragioni tramite il proprio sito web – in cui il ministro si è reso protagonista di una ricostruzione dell’accaduto a dir poco distante dalla realtà dei fatti -, non pare per nulla essersi pentito di quanto detto, facendo leva sul fatto che quello in cui si è imbattuto era un vero e proprio ‘agguato‘ premeditato: stando alle parole del ministro, le persone che desideravano porgli le domande farebbero parte di una casta di privilegiati. Altro che precari.
La suddetta tesi, Brunetta ha avuto modo di ribadirla nel corso di una lunga
intervista concessa a Il Fatto Quotidiano. Nel colloquio con il giornalista Luca Telese, il ministro ha rifiutato di chiedere scusa a due donne a cui si era rivolto dichiarando: “Studierò nelle loro biografie per dimostrare il loro fallimento personale“.
Lo show fornito anche in quest’occasione dal ministro è stato tale da
rendere quasi inefficace una ricostruzione scritta di quanto da lui pronunciato. Per ovviare a ciò e per lasciare libero il lettore di trarre le proprie conclusioni, pubblichiamo il video della versione integrale dell’intervista, assicurando circa la veridicità delle riprese: quello ritratto a destra dell’inquadratura, si tratta davvero del ministro Renato Brunetta e non di un sosia.

Simone Olivelli

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